Un grave furto ha colpito il patrimonio storico e artistico di Firenze. È stato infatti sottratto nei giorni scorsi dall’Archivio storico della Diocesi di Firenze un importante codice medievale con notazione musicale di canto gregoriano, risalente al XII secolo e denominato comunemente Antifonario Arcivescovado, dal nome dell’archivio che lo conservava.

Il probabile furto è stato denunciato il 22 febbraio al Nucleo Artistico dei Carabinieri da Monsignor Gilberto Aranci ed ha trovato ampia eco sul quotidiano La Nazione. Probabilmente, ha spiegato all’Aise il parroco della Chiesa di San Francesco di Paola a Firenze, don Giovanni Alpigiano, si tratta di un furto su commissione. Ed in questo caso il rischio per il patrimonio storico, artistico e religioso sarebbe elevato: il codice potrebbe infatti già essere stato smembrato per mettere in vendita nel mercato nero carte singole che lo compongono.

L’Antifonario Arcivescovado è un codice membranaceo di 290 fogli (altezza 345 mm e larghezza 250 mm). È il più antico testimone di canto sacro conosciuto della liturgia della Cattedrale di Firenze, per l’ufficio divino, scritto in quella che viene chiamata “notazione dell’Italia centrale”, una notazione diastematica dove l’altezza delle note è chiaramente delineata col sistema guidoniano, cioè le linee, che nel codice sono quattro, a volte tre.

Contiene degli uffici di santi che sono propri dell’area geografica a cui appartiene (Zanobi, arcivescovo di Firenze, Miniato, martire a Firenze, Donato vescovo di Arezzo,…) e una copia, in notazione guidoniana (sec XII) del Tonario di Oddone di Arezzo (sec XI). Una linea rossa molto frequente, linea del fa, abbellisce il tetragramma tirato a secco.

Scadranno il 5 marzo 2007 le iscrizioni per il corso sulla Messa di Notre Dame di Guillaume de Machaut organizzato da Aliamusica.

Il corso, che prevede 5 incontri, da Marzo a Dicembre 2007, per un totale di oltre 150 ore di lavoro, si terrà a Fontevivo (Parma).


Al termine del corso la messa di Machaut verrà eseguita in un concerto pubblico.

Il calendario completo e ulteriori informazioni sul corso sono disponibili alla pagina http://www.aliamusica.net/corsoreverdie/machaut2007.htm

LaReverdie a Mezzovico

Febbraio 25, 2007

Ispirandosi alle reverdie – liriche romanze che celebrano il ritorno della primavera – l’ensemble laReverdie è stato fondato nel 1986 da due coppie di sorelle, cantanti e strumentiste, per esplorare il repertorio musicale europeo dall’alto medioevo alla fine del XIV secolo.

Il puntuale, appassionato studio filologico col quale laReverdie allestisce i suoi programmi - da sempre focalizzati su temi d’intensa valenza culturale e simbolica - non rappresenta che uno degli strumenti mediante i quali l’ensemble infonde il massimo della vitalità, dell’intensità e della naturalezza in ciò che propone al pubblico. Una particolare attenzione è rivolta all’ampio ed in gran parte inesplorato dominio del “teatro sacro”: drammi liturgici e liturgia drammatica, rappresentazioni collettive, manifestazioni evocative della religiosità di un’epoca i cui echi non si sono ancora spenti. L’aspirazione non è quella di catalogare meticolosamente dei reperti archeologici, bensì di ricostruirli con affettuosa fedeltà, musicale testuale e ideologica, affinché chi ne fruisce possa percepirli in quanto frammenti pulsanti d’una cultura trascorsa ma non perduta. Dal 1991, per l’allestimento di programmi con organici allargati, laReverdie si avvale della collaborazione di vari musicisti, fra cui stabilmente Doron David Sherwin, uno dei più celebri specialisti di cornetto, rivelatosi peraltro versatile percussionista e cantante.

LaReverdie sarà venerdì 2 marzo 2007 alle ore 20,30 a Mezzovico (Lugano), nella Chiesa di San Mamete nell’ambito della IV Rassegna musicale “Luoghi da ascoltare

Trovatori, Trovieri e Minnesanger appaiono nella domenica medievale del 18 marzo 2007: l`ensemble Principio di Virtù ci assicura un`esibizione live rara per girovagare nell`Europa musicale del XII secolo. Al Teatro Filodrammatici di Milano, inizio ore 11,00.

Martedì 20 febbraio 2007, alle ore 17.00 presso il Castello del Buonconsiglio (TN) si terrà l’ultimo evento legato alla mostra Miniature in musica: l’incanto natalizio, testimonianze dalla Biblioteca Laurence K. J. Feininger, che si concluderà il 25 febbraio, dedicata agli antichi libri musicali (manoscritti miniati e opere a stampa con pregevoli incisioni), databili tra il XII e il XIX secolo, provenienti dalla biblioteca del musicologo Laurence Feininger (1909-1976), una delle più importanti e prestigiose collezioni di libri liturgico-musicali esistente al mondo, attualmente custodita presso il Buonconsiglio.
Il tardo pomeriggio si articolerà in due momenti principali. Il primo sarà dedicato alla presentazione del volume di Salvatore de Salvo, Storia della Cappella Musicale Pontificia: il Novecento, in collaborazione con il Festival Trento Musicantica: Antonio Carlini si soffermerà sul lavoro che descrive l’ultimo secolo della più celebre istituzione musicale sacra, in relazione al contemporaneo lavoro di Laurence Feininger per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio gregoriano.
La seconda parte dell’appuntamento consisterà in una visita guidata cantata alla mostra, in forma di concerto, da parte dei due curatori: Danilo Curti e Marco Gozzi. Sarà possibile ammirare pregevoli miniature e incisioni legate alla nascita di Cristo, eccellenti esempi di otto secoli di alta espressione artistica, ma sarà anche possibile ascoltare le melodie tramandate nei libri dalla notazione, grazie alla loro esecuzione dal vivo da parte del Gruppo vocale Laurence Feininger. A lui, nel trentesimo anniversario della tragica scomparsa, è dedicata l’esposizione di opere tratte dalla sua collezione e in particolare quest’ultima iniziativa, che conclude un intenso anno di proposte dedicate alla figura e all’opera dell’insigne sacerdote e musicologo. L’ingresso, libero a tutti, è previsto dalla porta dei diamanti (di fronte a via S.Marco).

A Bologna sabato 17 febbraio 2007 il Carnevale crea l’occasione ideale per una grande manifestazione in costume medievale. ‘Con gli occhi di Dante’ è l’iniziativa organizzata dal “Laboratorio di Parole” del Circolo La Fattoria in collaborazione con il Comune di Bologna e il Quartiere Santo Stefano, che avrà inizio alle ore 17 con un corteo storico medievale in costume che partirà dalla sede di quartiere (via S.anto Stefano 119) per snodarsi lungo i portici con momenti di sosta e di spettacolo itinerante. Durante il percorso danze d’epoca si alterneranno alla sfida alle armi fra cavalieri fino a raggiungere Piazza Santo Stefano, proseguire poi in Piazza Maggiore e terminare nella splendida cornice di Cappella Farnese con uno spettacolo di poesia e musica. Veri protagonisti della giornata saranno i poeti che reciteranno piccoli brani di poesie medievali, terzine della Divina Commedia e poesie di ispirazione medievale da loro composte. Oltre ai poeti del “Laboratorio di Parole” parteciperanno all’iniziativa i gruppi siciliani “versoSikania” di Salemi, I Cantori del Belice e il Maestro Riccardo Farolfi che proporranno un ampio repertorio di musiche e canzoni d’ispirazione storica, i ballerini del “Nuovo Balletto Estense” di Castelfranco Emilia e il gruppo de “I Cavalieri della Chimera” di Montale Rangone. L’evento del Carnevale è l’occasione giusta per proporre uno spettacolo che porta nelle piazze, per le vie e nei palazzi i versi cantati e raccontati alla gente, con la passione di chi ama la poesia, la danza e la musica come i gruppi che si affiancano in questo progetto. L’idea è quella di ricreare un’atmosfera storico-culturale d’epoca medievale, di presentare poesie che ripercorrano gli stili, i temi, le modalità, la metrica, e i toni del Medioevo, con particolare riferimento alla Divina Commedia. Il tutto accompagnato da balli e musiche e canzoni che si rifanno al XIV e XV secolo.

E’ stata prorogata fino al 25 febbraio 2007 la mostra “MINIATURE IN MUSICA: L’ INCANTO NATALIZIO testimonianze della Biblioteca Laurence K.J.Feininger” allestita al Castello del Buonconsiglio di Trento. Fino ad oggi 23mila persone hanno potuto ammirare la preziosa rassegna , con un record assoluto di presenze nel ponte di Santa Lucia di oltre 5mila ingressi. La mostra ha registrato molto interesse grazie anche alle suggestive visite guidate cantate con Salvatore de Salvo Fattor, il laboratorio di miniatura e i concerti d’organo e del gruppo vocale Feininger. I libri in mostra sono manoscritti miniati di canto gregoriano dal XIII al XVIII secolo e pregevoli edizioni liturgiche dal 1503 alla metà del Settecento. Le pagine di questi volumi tramandano il rito latino (Messe e Ufficio) per il periodo natalizio, preceduto dall’Avvento e seguito dall’Epifania. Le pagine sono impreziosite da splendide miniature o da eccellenti incisioni dei maggiori artisti europei dell’illustrazione libraria e spesso anche dalle melodie dei canti, scritte con i diversi tipi di notazione in uso, tra cui prevale la cosiddetta notazione quadrata nera su tetragramma rosso. La mostra intende rendere visibile l’intrecciarsi della liturgia di rito latino: parola, canto e iconografia. E “la meravigliosa Liturgia cattolica, impareggiabile mezzo pastorale” fu il motivo principale della conversione al cattolicesimo del giovane Laurence Feininger, nella Germania nazista del 1934. A lui, nel trentesimo anniversario della tragica scomparsa, è dedicata questa esposizione di opere tratte dalla sua collezione. La mostra intende documentare, attraverso i canti e le illustrazioni presenti nelle pagine dei libri raccolti da Feininger, la bellezza secolare della liturgia natalizia.

Pau i Treva

Febbraio 5, 2007

Pau i Treva

Pau i Treva, pace e tregua. Mille anni dopo il famoso editto medievale, la guerra è invece ancora una triste realtà… La musica non può certo cambiare il mondo, ma può lanciare piccoli segnali di pace, di coesione sociale. E questo è quanto si propone di fare questo progetto musicale, che raduna musicisti piemontesi, occitani, catalani e valenciani, ciascuno con il proprio bagaglio di esperienze. Dalla produzione concertistica che ha avuto grandi consensi nasce ora

L’istituzione medievale “Pau i Treva”

Con l’istituzione medievale detta “Pace e tregua” si cercò attorno all’anno mille di garantire un minimo di sicurezza alle popolazioni in balia della litigiosità di piccoli feudatari e cavalieri.

Uno dei promotori ed accesi sostenitori della “pace e tregua” fu il catalano Oliba, abate dei monasteri di Ripoll i Cuixà e vescovo di Vic: amante delle arti, egli riunì inoltre attorno a sé artisti nord italiani ed occitani. Una persona capace di pensare moderno, dunque, di sognare una pace possibile e necessaria, di intessere rapporti e scambi culturali con altre terre ed altre culture: quasi un anticipatore delle idee che stanno alla base dell’Europa che in questi anni stiamo cercando, tutti insieme, di costruire.

In quello stesso periodo, poco più a sud, il Pais Valencian era ancora sotto la dominazione dei mori: ma stiamo parlando di quella civiltà araba all’avanguardia nelle scienze e nelle arti, aperta al dialogo e per nulla incline all’integralismo di parte del mondo mussulmano odierno.

Per contro sul finire del Mille predoni saraceni partivano da insediamenti creati presso Marsiglia per compiere razzie. Nei loro saccheggi si spingevano fino nei territori dell’odierno Piemonte: proprio perchè estirpasse la piaga dei predoni, vennero donate ad Aleramo, attorno alla metà del ‘900, le terre ed i possedimenti che andarono a formare il Marchesato di Monferrato.

Pace e guerra, buoni e cattivi… Mille anni dopo le cose non sono cambiate molto: da una parte ci sono coloro che cercano di costruire la pace, e poco importa se si tratta di credenti o spiriti laici, dall’altra c’è chi attizza il fuoco esacerbando i contrasti: come certe lobbies economiche e politiche che, spacciandosi per garanti di libertà e democrazia, non esitano a portare il mondo sul batatro di un conflitto assurdo, semplicemente per perseguire i propri interessi. E all’aggressione economica, culturale ed ora anche militare di un certo occidente “canaglia“, una parte del mondo arabo risponde riscoprendo una propria identità nell’integralismo religioso.

Ma la storia delle culture è storia di sincretismi. Ogni civiltà in effetti è già in sé il prodotto di infinite mescolanze: a sua volta è destinata a fondersi con altre culture, migliorandosi ed arricchendosi attraverso questi scambi.

Lo spettacolo e il disco

La musica non può certo cambiare il mondo, ma può lanciare piccoli segnali ed offire modesti buoni esempi. Tante cose si intrecciano e legano storicamente il Piemonte, l’Occitania, la Catalogna ed il Pais Valencian: lingue strettamente imparentate, culture simili, sensibilità molto vicine. Di qui l’idea di costruire un percorso musicale, mettendo fianco a fianco musicisti provenienti da queste aree dell’Europa sud occidentale.

Pau i Treva, non vuole essere un concerto di musica medievale, ma piuttosto un percorso etnomusicale attraverso le tradizioni popolari di Piemonte, Occitania, Catalogna e Pais Valencian. I musicisti che partecipano al progetto sono tra i più autorevoli esponenti delle rispettive tradizioni musicali: ciascuno di essi ha messo in campo la profonda conoscenza del repertorio popolare del proprio paese di origine.

Pau i treva” è una produzione di EthnoSuoni, Cat (Barcellona, Spagna), Le Chantier (Correns, Francia) con il contributo della Generalitat de Catalunya.

Dal concerto nasce ora questo cd, edito da Folkclub Ethnosuoni.

I musicisti

Jordi Fabregas (Catalogna) : canto, chitarra, gralla
Toni Torregrossa (Pais Valencian): canto, buzuky, percussioni
Renat Sette (Provenza): canto
Maurizio Martinotti (Piemonte): canto, ghironda
Paul James (Inghilterra): cornamuse, flauti, tarota, sax
Enrico Negro (Piemonte): chitarre, mandola
Jean Louis Ruf (Provenza): mandoloncello, mandola, fifre, percussioni
Sergio Caputo (Piemonte): violino, percussioni
Paco Pi (Catalogna): basso, violoncello
Gigi Biolcati (Piemonte): batteria, percussioni
Hassan Boukerou (Algeria): percussioni

Sabato 3 febbraio 2007, a partire dalle ore 23, Roy Paci, Vincenzo Vasi e Massimo Ottoni saranno i protagonisti di “Ananga Ranga” sul palco del Sonar, La Casa della Musica a Colle di Val d’Elsa. L’Ananga Ranga è un opera del medioevo indiano. L’autore Kalyana Malla si poneva il lodevole compito di rendere meno opprimenti le rigide regole del matrimonio nei suoi tempi e scrisse dettagliate istruzioni per una corretta vita di coppia. Nella performance, i tre artisti si cimentano in un’interazione estemporanea di suoni e di immagini, con magie audiovisive che muovono la narrazione per scambi reciproci ed in maniera quasi telepatica. Nella performance sul palco colligiano, si esibiranno Roy Paci, tromba, filicorno, laptop e noise; Vincenzo Vasi, della band di Vinicio Capossela, basso, voce, theremin ed electronics e Massimo Ottoni, video installazioni. Il Sonar, la Casa della Musica, si trova in località Molinuzzo a Gracciano (superstrada Siena - Firenze, uscita “Colle di Val d’Elsa sud”, direzione Grosseto).
S O N A R La Casa della Musica
Località Molinuzzo 3
Gracciano - Colle Val d’Elsa (Siena)
tel. 0577.909181
cell. 348.0347232 - 338.9645067 - 339.3476872