Dalla notazione neumatica al pentagramma

L’Archivio di Stato di Viterbo, nell’ambito della “Settimana della Cultura “Musicarchivio, passeggiate musicali tra popoli e tempi”, con il patrocinio della Fondazione Carivit, ha organizzato una mostra dal titolo: “Esposizioni documenti pergamenacei. Dalla notazione neumatica al pentagramma”. Nei codici musicali del medioevo si incontrano tre differenti tipi di notazioni: alfabetica, neumatica, mensurale. I canti monodici medioevali, sacri e profani, ci sono pervenuti in un tipo di notazione detta neumatica (dal greco neuma = segno). Tutti i canti gregoriani ci sono stati tramandati con questo tipo di notazione.La notazione neumatica fu impiegata oltre che per i canti monodici liturgici e profani , anche per le prime forme di polifonia. Fu grazie a Guido d’Arezzo (995-1050) monaco benedettino nel monastero di Pomposa (Ferrara) che ebbe inizio la notazione moderna. Egli infatti elaborò il tetragramma (un rigo musicale di quattro linee) e denominò le note con le prime sillabe della prima strofa dell’Inno a San Giovanni. La prima nota “UT” fu successivamente chiamta “DO”. Le sillabe e le note, così staccate dal contesto, venivano a creare una scala di sei suoni detta esacordo. La mostra, allestita presso l’Archivio di Stato , restera’ aperta dal 16 aprile fino al 30 maggio 2010 nei seguenti orari: tutti i giorni feriali dalle 9 alle 13, il martedì e il giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 490 other followers