Nel Medioevo con Beatles e Bee Gees
Gennaio 19, 2008
Già con «Vite perdite» del 1993 Daniele Sepe aveva mostrato il suo interesse per la musica medievale, proseguito poi dal vivo nelle collaborazioni «ad alto tasso alcolico e militante» con i Theatrum Instrumentorum del serbo Sasha Karlic e il nostrano Ensemble Micrologus, con cui divide oggi «Kronomakia», diciottesimo volume (sempre per l’etichetta del «manifesto») della discografia dell’iconoclasta musicista napoletano. Il cd abbatte le distanze tra musica «colta» e «leggera» (o vogliamo dire «ignorante»?), antica e moderna, acustica ed elettrica. La guerra al tempo del titolo, insomma, è guerra ai generi, alla etichette/gabbie che impediscono «la libertà dei suoni». «Kronomakia», spiega Sepe alla Feltrinelli, spalleggiato da due dei fidi compagni della Rote Jazz Fraktion (Auli Kokko e Piero De Asmundis), serve per ricordare che «la contaminazione ha radici antiche, che Wagner non sarebbe esistito senza l’apporto di illustri anonimi musicisti di ascendenza mediorientale». Se quel che conta è davvero il viaggio e non la meta, l’approdo, «Kronomakia», viaggia con una macchina del tempo che annulla le fratture tra gli strumenti di diverse ere chiamati in causa. L’Ensemble Micrologus mette in campo l’arpa gotica di Patrizia Bovi, il liuto di Simone Sorini, l’oud di Adolfo Broeg (scomparso poco dopo le registrazioni del disco), i flauti di Goffredo Degli Esposti, la viella di Gabriella Russo, il salterio di Gabriele Miracle, strumenti quasi sempre ricostruiti in basi all’iconografia tradizionale. «Loro sono tra i punti di riferimento internazionali della musica antica in Italia», spiega Daniele, «ma invidiano le nostre chitarre elettriche, la nostra libertà di fare casino. E noi vorremmo, come loro che suonano in acustico, essere liberi dalla schiavitù del sound-check». Ecco, allora, la foto di copertina, «una vetrata stile medievale in cui pontefici, santi e madonne usano strumenti pop», ed ecco, ancora, il repertorio affrontato con amore e un pizzico di sana follia, capace di tenere insieme il Medio Evo con il kazz-rock e il reggae, il repertorio religioso delle cantigas con quello profano delle danze popolari, i «Carmina Burana» (c’è una nuova versione di «Vite perdite», con i versi di Tacito ancora tristemente attuali) con i due colpi di scena finali, ovvero «Stayin’ alive» e «Norwegian wood» in latino. «Vivimus», ovvero l’inno del sabato sera dei Bee Gees, è straordinario, esilarante, contagiante, un potenziale hit radiofonico se non esistessero le play list ad uniformare la programmazione e il gusto collettivo: «La nostra versione è nata per scherzo, una sera, con il falsetto da controtenori dei fratelli Gibb che ricorda il canto delle voci bianche e dei castrati usati quando era proibito alle donne di cantare in Chiesa». «Norwegiae lignus», invece, «è costruito come un canone, sembra quasi scritto dai Beatles per essere cantato in questa maniera. Il buffo è che il latino, lingua morta scelta per aderire all’atmosfera generale, funziona benissimo, in musica suona come una lingua viva. Con l’italiano avremmo avuto altri risultati. Visto che l’esperimento funziona, potremmo continuare con le traduzioni in latino, magari pensando a ”Bandiera rossa” e ”L’internazionale”». Non si vive di solo John Travolta.
Natale con i Galinverna
Settembre 30, 2007
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| Ecco le proposte per il Natale 2007 dei Galinverna. “Venite a laudare l’amorosa Vergene Maria… il sacro nella vita quotidiana“ Musica, religiosa ma extraliturgica, fatta per entrare nella vita quotidiana, per intrattenere e divertire gli ascoltatori ma al tempo stesso per trasmettere la fede. “Gaudete! Christus est natus!” - Canti sacri di festa e devozione dal Medioevo al Rinascimento* Questo concerto tocca alcune antiche forme, dai villancicos spagnoli, ai carols della tradizione inglese e nordica, alle canzoni italiane: canti d’occasione, a tema natalizio, ma anche testimonianza del ricco intreccio culturale presente nella musica sacra antica, dove si incontravano felicemente riflessione e manifestazione, mistero teologico e gaudioso stupore, celebrazione e festa. *Lo spettacolo può essere proposto in collaborazione con il Coro Polifonico Jubilate di Candelara (PU). Un’occasone anche per vistare il nuovo sito di questa formazione piemontese. |
La Giostra, cantastorie della Sicilia di ieri e oggi
Aprile 17, 2007

Il nuovo disco, “Fabularabula”, si inserisce in un programma di recupero della più autentica immagine della terra di Sicilia, che rifugge dalle sclerotiche iconografie per esprimere la tradizione che muta e si rinnova.Una Sicilia che si destreggia tra suoni aspri e dolci, come due facce della stessa medaglia, della stessa terra.
La Compagnia La Giostra pubblica ora il suo terzo cd “Fabularabula” (Rai Trade/Videoradio, www.videoradio.net), con il suo affascinante mix di suoni mediterranei e medioevali.
Bella la cover con il sole-arancia… «Questo lavoro discografico - dicono gli artisti - si inserisce in un programma di recupero della più autentica immagine della terra di Sicilia, che rifugge dalle sclerotiche iconografie per esprimere la tradizione che muta e si rinnova, pur mantenendo coerenza stilistica ed estetica. Esso può essere paragonato ad un viaggio musicale immaginario in un tempo che, seppur lontano, certamente riecheggia come l’eco di un medioevo profano e povero ma anche allegro, ironico e burlesco».
Nelle tracce dell’album c’è un susseguirsi di atmosfere erranti, che esplorano la musica mediterranea, rendendola viva e piena di colori, come era senz’altro dal Duecento al Cinquecento. La ricerca musicologica strumentale e vocale del gruppo è una libera interpretazione della cultura medioevale. >> Leggi tutto.
La tromba di Roy Paci fa rivivere l’antica India
Marzo 16, 2007

E’ uno spettacolo che fa rivivere l’antica India del libro medievale sui rapporti di coppia “Ananga Ranga”, quello che il trombettista Roy Paci propone domenica 18 marzo 2007 all’auditorium Toniolo di Conegliano, assieme a Vincenzo Vasi e Massimo Ottoni. Nell’antica India non vigeva l’uso della segregazione delle donne ed i rapporti sessuali prematrimoniali ed extraconiugali erano comuni. Kalyana Malla, l’autore dell’”Ananga Ranga”, titolo anche dello spettacolo, viveva in una società rigida e governata da usanze inderogabili, nella quale il matrimonio in età infantile era una norma. Scrisse dettagliate (quanto personali) istruzioni per una corretta vita sessuale di coppia. L’Ananga Ranga di Malla era indirizzato agli uomini sposati e cerca di dimostrare che un solo partner sessuale è sufficiente per qualsiasi persona. Nella performance, i tre artisti, attraverso un’interazione estemporanea di suoni ed immagini, muovono la narrazione. Roy Paci e Vincenzo Vasi hanno sperimentato i più svariati linguaggi sonori, credono nell’improvvisazione e non si basano su formule precostituite. Massimo Ottoni usa diversi materiali, come la sabbia, creando immagini visive che stupiscono per la loro immediatezza. Roy Paci era già stato ospite nel trevigiano, ma in vesti del tutto diverse, come leader degli Aretuska. Trombettista, compositore, arrangiatore siciliano, Paci ha dato vita a numerosi progetti musicali, sperimentando i generi più diversi. Vincenzo Vasi è polistrumentista e compositore, capace di passare dalla sperimentazione elettronica al teatro, dalla ri-musicazione di film muti all’installazione sonora, sino al pop d’autore. Massimo Ottoni partecipa a vari progetti del cantautore John De Leo e a performance teatrali. Inizio spettacolo alle 21. L’evento è organizzato dall’associazione Officine per lo spettacolo. E’ consigliato l’acquisto del biglietto (12 euro) in prevendita dati i posti limitati, presso il Bar Duomo di Ceneda di Vittorio Veneto e il Jungle Records di Conegliano. Info allo 0438.402549.
Musiche e suoni d’Irlanda
Marzo 12, 2007
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| Domenica 18 Marzo 2007 – ore 17.30 – “Musiche e suoni d’Irlanda” Caterina e Adriano Sangineto eseguiranno dal vivo alcuni brani. I ventenni gemelli Sangineto hanno già inciso due cd musicali ed intratterranno il pubblico milanese con brani della tradizione rinascimentale inglese e ballate irlandesi. Arpa celtica e salterio, quest’ultimo di origine medioevale, sono gli strumenti che riempiranno di suoni gli spazi della libreria e a suonarli saranno questi due giovanissimi musicisti, reduci dal Festival Internazionale di Arpa. White Star Adventure Piazza Meda, angolo Piazza Belgiojoso, Milano Tel. 02-890.51.500 www.wsadventure.com. |
La Dulcamara
Marzo 9, 2007

| La dulcamara è una pianta erbacea che cresce lungo i corsi d’acqua, nei boschi come vicino alle abitazioni e ai ruderi. I suoi fiori sono viola, le sue bacche, rosse, se ingerite hanno dapprima un sapore dolce e poi amaro. Il gruppo strumentale “La Dulcamara” è una formazione, composta principalmente da strumenti ad ancia e percussioni, che vuole trasmettere la varietà di colori e sensazioni delle rappresentazioni itineranti da strada del medioevo e del rinascimento. C’è la maestosità e la sacralità delle arie per quartetto di bombarde, l’energia e la vitalità delle danze popolari sulla cornamusa, c’è la festa, eventualmente arricchita da saltimbanchi e giocolieri, e c’è il rigore delle marce militari nei tempi degli assedi. C’è la suggestività di uno spettacolo in costume, con strumenti musicali dal forte impatto sonoro. Massimo Givonetti: bombarde, piva delle alpi, dulciana, flauti, percussioni. Mauro Basilio: percussioni, bombarda. Marco Suppo: cornamusa, bombarde. Paola Zambon: flauti, bombarde. Elisa Fighera: percussioni. Enrico Giacometto, Davide Giacoletto, Alessandra Giordano: giocoleria, trampoli e fuoco. Per contatti: |
LaReverdie a Mezzovico
Febbraio 25, 2007
Ispirandosi alle reverdie – liriche romanze che celebrano il ritorno della primavera – l’ensemble laReverdie è stato fondato nel 1986 da due coppie di sorelle, cantanti e strumentiste, per esplorare il repertorio musicale europeo dall’alto medioevo alla fine del XIV secolo.
Il puntuale, appassionato studio filologico col quale laReverdie allestisce i suoi programmi - da sempre focalizzati su temi d’intensa valenza culturale e simbolica - non rappresenta che uno degli strumenti mediante i quali l’ensemble infonde il massimo della vitalità, dell’intensità e della naturalezza in ciò che propone al pubblico. Una particolare attenzione è rivolta all’ampio ed in gran parte inesplorato dominio del “teatro sacro”: drammi liturgici e liturgia drammatica, rappresentazioni collettive, manifestazioni evocative della religiosità di un’epoca i cui echi non si sono ancora spenti. L’aspirazione non è quella di catalogare meticolosamente dei reperti archeologici, bensì di ricostruirli con affettuosa fedeltà, musicale testuale e ideologica, affinché chi ne fruisce possa percepirli in quanto frammenti pulsanti d’una cultura trascorsa ma non perduta. Dal 1991, per l’allestimento di programmi con organici allargati, laReverdie si avvale della collaborazione di vari musicisti, fra cui stabilmente Doron David Sherwin, uno dei più celebri specialisti di cornetto, rivelatosi peraltro versatile percussionista e cantante.
LaReverdie sarà venerdì 2 marzo 2007 alle ore 20,30 a Mezzovico (Lugano), nella Chiesa di San Mamete nell’ambito della IV Rassegna musicale “Luoghi da ascoltare“
Pau i Treva
Febbraio 5, 2007

Pau i Treva
Pau i Treva, pace e tregua. Mille anni dopo il famoso editto medievale, la guerra è invece ancora una triste realtà… La musica non può certo cambiare il mondo, ma può lanciare piccoli segnali di pace, di coesione sociale. E questo è quanto si propone di fare questo progetto musicale, che raduna musicisti piemontesi, occitani, catalani e valenciani, ciascuno con il proprio bagaglio di esperienze. Dalla produzione concertistica che ha avuto grandi consensi nasce ora
L’istituzione medievale “Pau i Treva”
Con l’istituzione medievale detta “Pace e tregua” si cercò attorno all’anno mille di garantire un minimo di sicurezza alle popolazioni in balia della litigiosità di piccoli feudatari e cavalieri.
Uno dei promotori ed accesi sostenitori della “pace e tregua” fu il catalano Oliba, abate dei monasteri di Ripoll i Cuixà e vescovo di Vic: amante delle arti, egli riunì inoltre attorno a sé artisti nord italiani ed occitani. Una persona capace di pensare moderno, dunque, di sognare una pace possibile e necessaria, di intessere rapporti e scambi culturali con altre terre ed altre culture: quasi un anticipatore delle idee che stanno alla base dell’Europa che in questi anni stiamo cercando, tutti insieme, di costruire.
In quello stesso periodo, poco più a sud, il Pais Valencian era ancora sotto la dominazione dei mori: ma stiamo parlando di quella civiltà araba all’avanguardia nelle scienze e nelle arti, aperta al dialogo e per nulla incline all’integralismo di parte del mondo mussulmano odierno.
Per contro sul finire del Mille predoni saraceni partivano da insediamenti creati presso Marsiglia per compiere razzie. Nei loro saccheggi si spingevano fino nei territori dell’odierno Piemonte: proprio perchè estirpasse la piaga dei predoni, vennero donate ad Aleramo, attorno alla metà del ‘900, le terre ed i possedimenti che andarono a formare il Marchesato di Monferrato.
Pace e guerra, buoni e cattivi… Mille anni dopo le cose non sono cambiate molto: da una parte ci sono coloro che cercano di costruire la pace, e poco importa se si tratta di credenti o spiriti laici, dall’altra c’è chi attizza il fuoco esacerbando i contrasti: come certe lobbies economiche e politiche che, spacciandosi per garanti di libertà e democrazia, non esitano a portare il mondo sul batatro di un conflitto assurdo, semplicemente per perseguire i propri interessi. E all’aggressione economica, culturale ed ora anche militare di un certo occidente “canaglia“, una parte del mondo arabo risponde riscoprendo una propria identità nell’integralismo religioso.
Ma la storia delle culture è storia di sincretismi. Ogni civiltà in effetti è già in sé il prodotto di infinite mescolanze: a sua volta è destinata a fondersi con altre culture, migliorandosi ed arricchendosi attraverso questi scambi.
Lo spettacolo e il disco
La musica non può certo cambiare il mondo, ma può lanciare piccoli segnali ed offire modesti buoni esempi. Tante cose si intrecciano e legano storicamente il Piemonte, l’Occitania, la Catalogna ed il Pais Valencian: lingue strettamente imparentate, culture simili, sensibilità molto vicine. Di qui l’idea di costruire un percorso musicale, mettendo fianco a fianco musicisti provenienti da queste aree dell’Europa sud occidentale.
Pau i Treva, non vuole essere un concerto di musica medievale, ma piuttosto un percorso etnomusicale attraverso le tradizioni popolari di Piemonte, Occitania, Catalogna e Pais Valencian. I musicisti che partecipano al progetto sono tra i più autorevoli esponenti delle rispettive tradizioni musicali: ciascuno di essi ha messo in campo la profonda conoscenza del repertorio popolare del proprio paese di origine.
“Pau i treva” è una produzione di EthnoSuoni, Cat (Barcellona, Spagna), Le Chantier (Correns, Francia) con il contributo della Generalitat de Catalunya.
Dal concerto nasce ora questo cd, edito da Folkclub Ethnosuoni.
I musicisti
Jordi Fabregas (Catalogna) : canto, chitarra, gralla
Toni Torregrossa (Pais Valencian): canto, buzuky, percussioni
Renat Sette (Provenza): canto
Maurizio Martinotti (Piemonte): canto, ghironda
Paul James (Inghilterra): cornamuse, flauti, tarota, sax
Enrico Negro (Piemonte): chitarre, mandola
Jean Louis Ruf (Provenza): mandoloncello, mandola, fifre, percussioni
Sergio Caputo (Piemonte): violino, percussioni
Paco Pi (Catalogna): basso, violoncello
Gigi Biolcati (Piemonte): batteria, percussioni
Hassan Boukerou (Algeria): percussioni
Gli Haggard in tour
Gennaio 28, 2007

La piu’ celebrata classic-medieval-metal band del mondo arriva in Italia. Presenta il nuovo album A Dark Winter’s Tale, uscito nel Gennaio 2007 e inaugura il tour europeo partendo proprio dal nostro Paese. Da una formazione estesa a 20 elementi, nasce nel 2004 l’album Eppur Si Muove (DRAKKAR), incentrato sulla figura di Galileo Galilei, e cantato in inglese, italiano, tedesco e latino. Nel luglio 2006 gli Haggard arrivano per la prima volta in Italia, e partecipano all’Evolution Festival.
Non a caso, per presentare il nuovo album, “A Dark Winter’s Tale”, uscito nel Gennaio 2007, il gruppo inaugura il tour europeo partendo proprio dal nostro Paese. Il concerto prevede sedici elementi on stage per uno show che unisce sapori medioevali al metal teutonico più autentico. Gli Haggard saranno all’Alcatraz di Milano il 7 febbraio 2007.
Ensamble Pricipio di Virtù
Gennaio 26, 2007

L’ensamble Pricipio di Virtù opera nel campo della musica medioevale.
Il consort è formato da vari musicisti, in base al repertorio che si desidera presentare al pubblico e alla disponibilità ricettiva dell’organizzazione.
Musica Medievale
Essa viene affrontata con strumenti che sono copie ricostruite dalle iconografie.
Strumenti usati: Liuto medievale a quattro e cinque ordini di cori, oud (liuto arabo), quinterna, chitarra moresca, Tamburelli, darbuka.
Nell’ambito della musica medievale noi presentiamo una lettura di liriche amorose, cavalleresche e cortesi e “una partita a scacchi” di G. GIACOSA Gli spettacoli che noi proponiamo vengono fatti di solito in costume, con la possibilità di avere altri personaggi di contorno (con un costo aggiuntivo in base alla richiesta da parte Vostra).
Si precisa che il liuto medievale viene suonato con la tecnica europea (piuma d’oca, budello) e con la tecnica araba (plettri in corna di bue). Il liuto medievale, per la sua difficoltà esecutiva viene suonato da pochissime persone in Europa.
Il Consort Pricipio di Virtù di Base è composto da:
MASSIMILIANO ANDREO
Laureato in ingegneria dei materiali, insegna matematica presso istituti di istruzione superiore, si occupa della ideazione e cura di eventi culturali ed artistici Laureato in ingegneria dei materiali, si interssa di danza flamenca e danza moderna.
Da diversi anni studia percussioni arabe (strumenti: darbuka, doholla, dof, req, bandir) con il maestro Tarek Awad Alla.
Ha seguito diversi corsi e seminari, tra cui con Khaled (troupe Reda) e Manuel Pajaro, (percussioni flamenche).
Ha suonato in diversi teatri e manifestazioni presso il Centro Studi Musica e Cultura Orientale Aziza, il centro interculturale italo-arabo Dar al Hikma, Identità e Differenza, il Festival Italiano di Danza Musica e Cultura Orientale, il teatro Piccolo Regio di Torino, il conservatorio G. Verdi di Torino, Piemonte in musica.
Dal 2003 suona con il gruppo musicale Zuhur (spettacolo di musica e danza araba).
Dal 2004 suona con il gruppo Consort Pricipio di Virtù (musica e recitazione medievale).
Collabora e si esibisce inoltre con Giovanna De Liso ed Emanuel Miller.
PAOLO LOVA
Liuto medievale, ud, saze, liuti arabi, egiziani.
Ha conseguito l’attestato dei corsi di musica di insieme e di liuto presso il Centro Studi Piemontese di Musica Antica di Biella con il m.o Davide Rebuffa e il conservatorio Pedrollo di Vicenza.
Ha studiato “Laboratorio di Musica Antica” presso il conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria (anno 2003-2004).
Esegue musica medievale derivata dai testi originali, cura la ricostruzione degli strumenti usati.
KATIA ZUNINO
Docente della classe di arpa celtica presso l’Istituto Civico musicale “C. Marenco” della città di Ceva e presso il Centro Studi Musicali di Torino, ha studiato arpa classica ed arpa celtica, ha partecipato a corsi, master, stage e suonato con gli arpisti più noti. Suona nel Gruppo Cameristico “Guné” e ha fondato il Celtic Music Ensemble “Fairy Tales” (I racconti delle fate). Collabora con l’ensemble medioevale “Solilunio” e con l’Associazione ‘John O’Leary’ con la quale proponiamo spettacoli con musiche e danze irlandesi. Ha contribuito alla realizzazione di molte rassegne e opere liriche. Con l’Associazione ‘Zoltan Kodaly’ ha proposto spettacoli strumentali e corali. Ha accompagnato cantanti e particolari formazioni musicali nei suoi interventi televisivi.





