trio

TEATRO FILODRAMMATICI
Via Filodrammatici 1 - 20100 Milano
Direzione artistica: Roberto Porroni
Domenica 10 febbraio 2008 ore 11.00
TRIO di MUSICA MEDIOEVALE
Margaret Harmer: percussioni, campane, canto
Diana Pluss Rossier: canto
Paolo Zebolino: ghironda, oud

L’ÂME ET LA CHAIRE - L’ANIMA E LA CARNE
Una mattinata dedicata alla musica medievale con testi e musiche di autori dal 1100 al 1400 che si propone di esplorare un tema caro ai trovatori medievali (e non solo): il contrasto tra l’amor sacro e l’amor profano. Il contrasto ha luogo al confine tra la religiosa sensualità spagnola e la composta fin’amor della corte francese, tra il sangue delle crociate e la speculazione intellettuale, all’incrocio tra mondi, musiche, religioni ed eresie.
Il concerto si arricchisce di una particolare suggestione per l’utilizzo anche di strumenti insoliti quali la vielle à roue e particolari percussioni caratterizzati da una timbrica sonora particolarmente evocativa. Verranno ripercorsi, attraverso le raccolte medievali più importanti, quali le Cantigas de Sancta Maria, il Llibre Vermell de Montserrat, le raccolte di due re-trovatori del XIII secolo, Alfonso X “il Saggio” e Thibaut de Champagne e di metterle a confronto per scoprirne i contrasti e le similitudini.

Il programma musicale
Salve Regina (Antifona alla Vergine)
Laudemus Virginem (Llibre Vermell de Montserrat, anon. XIV sec.)
Que por al non devess’ om’ a Santa María servir (Cantigas de Santa Maria del rey Alfonso X el Sabio Castella y León, XIII sec.)
De fin’amor (Thibaut de Champagne, 1a m. XIII sec.)
La Septime Estampie Real (danze anon. franc. XIII sec.)
Pero que seja a gente (CSM del rey Alfonso X el Sabio Castella y León, XIII sec.)
Empereres ne rois n’ont nul povoir envers Amours (Thibaut de Champagne, 1a m. XIII sec.)
Dou tres douz non a la virge Marie (Thibaut de Champagne, XIII sec.)
Strumentale (CSM del rey Alfonso X el Sabio Castella y León, XIII sec.)
Quen a omagen da Virgen et de seu Fillo onrrar (CSM del rey Alfonso X el Sabio Castella y León, XIII sec.)
Amour me fait commencier (Thibaut de Champagne, XIII sec.)

Margaret Harmer è percussionista diplomata al Conservatorio Superiore di musica di Ginevra. Dopo una lunga esperienza di musica classica e contemporanea in numerosi ensembles ed orchestre, si è specializzata nella pratica degli strumenti a percussione etnici: tamburi arabi (riq, darbouka, bendir), italiani (tamburello), indiani (tablas), utilizzando ed adattando questi strumenti alla musica medievale.
Diana Pluss Rossier è cantante diplomata al conservatorio di Losanna. Si è in seguito specializzata in musica antica con Béatrice Cramoix e Francis Biggi a Ginevra. Ha collaborato con diversi ensemble di musica antica e participato à vari progetti (con Gabriel Garrido, Marinette Extermann, David Chappuis) e tenuto concerti in tutta Europa.
Paolo Zebolino, laureato in Storia medievale, è collaboratore al settore musicale della cattedra di Storia del Pensiero Scientifico dell’Università di Genova. Ha studiato ghironda e canto medievale con René Zosso a Ginevra. Ha approfondito le tecniche della musica modale su diversi strumenti a corda. Ha fondato ed ha fatto parte di diversi gruppi di musica antica e di tradizione.

INGRESSO EURO 12,00
Per informazioni: Tel 02.8693659

L’Ensemble Micrologus, conosciuta a livello internazionale per il lavoro raffinato di riscoperta della musica medievale, approda a Venezia per il Concerto delle Ceneri nella chiesa di Santa Maria Formosa.
Il tradizionale appuntamento con la musica sacra – proposto dalla Fondazione Levi in collaborazione con Chorus e la Fondazione Teatro La Fenice – si terrà
mercoledì 6 febbraio 2008, alle ore 21. E sarà un inizio di Quaresima nel segno della meditazione musicale.
L’Ensemble Micrologus – composta da Patrizia Bovi, Goffredo Degli Esposti, Gabriele Russo, Simone Sorini, Mauro Borgioni, Gabriele Miracle, Leah Stuttard, Luigi Germini, Stefano Vezzani – proporrà infatti un repertorio di musiche e testi sul tema della Passione, espresso attraverso il canto di laude devozionali in volgare dei secolo XIII-XV. Un programma in cui alla lauda monodica, secondo la tradizione dei testimoni più antichi provenienti dall’Italia centrale, seguono le intonazioni della lauda polifonica, affermatasi a partire dal primo Quattrocento per merito del poeta e musicista veneziano Leonardo Giustinian.
Per informazioni:
FONDAZIONE LEVI
Tel. 04 1786777 - 04 1786747
www.fondazionelevi.it
INGRESSO LIBERO

Già con «Vite perdite» del 1993 Daniele Sepe aveva mostrato il suo interesse per la musica medievale, proseguito poi dal vivo nelle collaborazioni «ad alto tasso alcolico e militante» con i Theatrum Instrumentorum del serbo Sasha Karlic e il nostrano Ensemble Micrologus, con cui divide oggi «Kronomakia», diciottesimo volume (sempre per l’etichetta del «manifesto») della discografia dell’iconoclasta musicista napoletano. Il cd abbatte le distanze tra musica «colta» e «leggera» (o vogliamo dire «ignorante»?), antica e moderna, acustica ed elettrica. La guerra al tempo del titolo, insomma, è guerra ai generi, alla etichette/gabbie che impediscono «la libertà dei suoni». «Kronomakia», spiega Sepe alla Feltrinelli, spalleggiato da due dei fidi compagni della Rote Jazz Fraktion (Auli Kokko e Piero De Asmundis), serve per ricordare che «la contaminazione ha radici antiche, che Wagner non sarebbe esistito senza l’apporto di illustri anonimi musicisti di ascendenza mediorientale». Se quel che conta è davvero il viaggio e non la meta, l’approdo, «Kronomakia», viaggia con una macchina del tempo che annulla le fratture tra gli strumenti di diverse ere chiamati in causa. L’Ensemble Micrologus mette in campo l’arpa gotica di Patrizia Bovi, il liuto di Simone Sorini, l’oud di Adolfo Broeg (scomparso poco dopo le registrazioni del disco), i flauti di Goffredo Degli Esposti, la viella di Gabriella Russo, il salterio di Gabriele Miracle, strumenti quasi sempre ricostruiti in basi all’iconografia tradizionale. «Loro sono tra i punti di riferimento internazionali della musica antica in Italia», spiega Daniele, «ma invidiano le nostre chitarre elettriche, la nostra libertà di fare casino. E noi vorremmo, come loro che suonano in acustico, essere liberi dalla schiavitù del sound-check». Ecco, allora, la foto di copertina, «una vetrata stile medievale in cui pontefici, santi e madonne usano strumenti pop», ed ecco, ancora, il repertorio affrontato con amore e un pizzico di sana follia, capace di tenere insieme il Medio Evo con il kazz-rock e il reggae, il repertorio religioso delle cantigas con quello profano delle danze popolari, i «Carmina Burana» (c’è una nuova versione di «Vite perdite», con i versi di Tacito ancora tristemente attuali) con i due colpi di scena finali, ovvero «Stayin’ alive» e «Norwegian wood» in latino. «Vivimus», ovvero l’inno del sabato sera dei Bee Gees, è straordinario, esilarante, contagiante, un potenziale hit radiofonico se non esistessero le play list ad uniformare la programmazione e il gusto collettivo: «La nostra versione è nata per scherzo, una sera, con il falsetto da controtenori dei fratelli Gibb che ricorda il canto delle voci bianche e dei castrati usati quando era proibito alle donne di cantare in Chiesa». «Norwegiae lignus», invece, «è costruito come un canone, sembra quasi scritto dai Beatles per essere cantato in questa maniera. Il buffo è che il latino, lingua morta scelta per aderire all’atmosfera generale, funziona benissimo, in musica suona come una lingua viva. Con l’italiano avremmo avuto altri risultati. Visto che l’esperimento funziona, potremmo continuare con le traduzioni in latino, magari pensando a ”Bandiera rossa” e ”L’internazionale”». Non si vive di solo John Travolta.

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Domenica 23 dicembre 2007, alle ore 18.15, si terrà nella Chiesa di S.Paolo a Casale Monferrato il concerto del duo “Ebahgart“, che propone un repertorio di musiche natalizie del periodo medievale e rinascimentale, tratte dalla tradizione colta e popolare italiana, inglese, nordeuropea, tedesca, ispano-catalana e francoprovenzale.Il duo è formato da Marco Pasquino (violoncello e flauti diritti) e Paola Brancato (arpa gotica, viella, ribeca, salterio ad arco contralto e basso).

Gli strumenti antichi utilizzati sono copie fedeli ricostruite su basi iconografiche dell’epoca da liutai specializzati: alcuni di essi sono opera degli stessi musicisti del duo, che si occupano parallelamente anche di liuteria, l’uno professionalmente e l’altra per passione e ricerca personale.

L’ingresso al concerto è libero: eventuali offerte saranno destinate al progetto delle adozioni a distanza in Libano.

Missa de Notre Dame

Dicembre 4, 2007

Missa de Notre Dame
Sabato 8 dicembre 2007 si terrà presso il Duomo di Parma un grande concerto interamente dedicato alla Messa di Notre Dame di Guillaume de Machaut, un’opera musicale di straordinaria importanza per essere la prima messa polifonica d’autore sopravissuta nelle fonti. Nonostante il suo valore artistico e la grandissima importanza storica, la Messa di Notre Dame viene eseguita ed incisa molto raramente.La serata vedrà come protagonisti i partecipanti al “Laboratorio internazionale permanente” di Alia Musica, che ha lavorato nel corso dell’anno con incontri a cadenza bimestrale a Fontevivo, nella suggestiva cornice dell’ex Collegio Maria Luigia, sotto la direzione musicale e scientifica di Claudia Caffagni dell’Ensemble laReverdie.

Un Laboratorio, che sin dalla sua nascita è partito con decisione in una dimensione marcatamente europea: gli allievi del Laboratorio, infatti, non provengono soltanto da diverse regioni d’Italia, ma anche dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Svizzera, dal Belgio. Amatori, professionisti e semiprofessionisti, hanno lavorato seriamente arrivando a creare un gruppo stabile che sappia imporsi ad alto livello sulla scena musicale internazionale.
Programma:
Venerdì 7 dicembre 2007
ore 18,00
Casa della Musica - Parma
La Messa di Machaut
Conversazione con il pubblico a cura di Claudia Caffagni
Sabato 8 dicembre 2007
ore 21,00
Guillaume de Machaut
MISSA DE NOTRE DAME
Concerto del Laboratorio internazionale di Alia Musica
Direttore: Claudia Caffagni
Ingresso libero per entrambi gli eventi sino ad esaurimento dei posti.

Lillium Aeris in concerto

Novembre 14, 2007

liliumaeris.jpgMercoledì 14 novembre 2007 l’ensemble medievale Lilium Aeris si esibirà in concerto. Verranno eseguiti brani del repertorio delle Cantigas di Santa Maria e brani strumentali medievali. Il concerto si terrà alle 21 presso il centro culturale Devadatta di Milano, in via Turro 6.
Il centro è facilmente raggiungibile in metropolitana, essendo in una piccola strada privata a pochi metri dalla fermata di Rovereto (linea rossa) oppure in automobile (vicinissimo a piazzale Loreto, in una laterale di viale Monza). Per ulteriori informazioni o per essere aggiornati sulle attività dell’ensemble, potete contattarci a questo indirizzo: liliumaeris@liliumaeris.com o telefonare al 3280319615.

I Carmina dei Dramsam

Novembre 10, 2007

MUSIKÉ
Rassegna concertistica
Accademia del Ricercare
Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca
Sabato 10 novembre 2007
S. Germano Chisone - Tempio Valdese ore 21
Insieme Vocale e Strumentale DRAMSAM
CARMINA BURANA
Alessandra Cossi: canto, synphonia, percussioni
Fabio Accurso: liuto, percussioni,
Riccardo Drusi: ciaramelli, flauti, canto
Gian Paolo Capuzzo: flauti diritti
Giuseppe Paolo Cecere: canto, viella, ghironda, direz. Musicale
cappella Vocale: Rossella Candotto, Elena Molinari, Nadia Cecere, Massimiliano Di Luca
“CARMINA MORALIA”
- Crucifigat omnes
- Nomen a solempnibus
- Bonum est confidere
- Procurans odium
“CARMINA VERIS ET AMORIS”
- Axe Phebus aureo
- Tempus transit gelidum
- Veris dulcis in tempore
- Clauso Chronos
- Virent prata
- Exiit diluculo
“CARMINA LUSORUM ET POTATORUM*
- In taberna quando sumus
- Bache bene venies
“CARMINA DIVINA
- Flete fideles anime
- Michi confer venditor
Il Codex Buranus, manoscritto compilato tra il XII e la prima parte del XIII secolo e conservato in un monastero della bassa Baviera, contiene una raccolta di liriche, (presumibilmente opera di autori sia latini che germanici) redatte in latino medievale ed in medio alto tedesco. La raccolta può essere considerata, per numerosi motivi, una delle più importanti pervenute dal Medioevo sino ai nostri giorni.
Nel manoscritto ad una parte delle liriche è affiancata la notazione di una linea melodica sulla quale, è lecito presumere, tali liriche potessero essere “cantate”. La notazione musicale è di tipo neumatico adiastematico in campo aperto, ed è quindi nulla più di un semplice “pro memoria” grafico, utile non tanto a conservare una precisa idea musicale, ma piuttosto funzionale come richiamo mnemonico per quanti di questa idea musicale fossero già in possesso.
Grazie a studi, prevalentemente di natura comparativa, è stato però (recentemente) possibile ricostruire una parte di queste melodie. Si è per lungo tempo pensato di poter individuare in queste composizioni poetico-musicali l’espressione giocosa, burlesca, anarchica e , per certi versi, blasfema dei goliardi medievali; di quel “popolo plurinazionale “, spesso irriguardoso nei confronti del potere e proiettato verso l’effimero terreno, vagante lungo le strade del “sapere medievale”; individuandovi quindi elementi di autonomia innovativa precursori di un generale rinnovamento di pensiero, sia sociale che culturale ed economico, ancora prossimo a venire. Tale interpretazione si è rivelata fortemente oberata da vizi interpretativi di sapore tardo-romantico e, se non proprio scorretta, risulta essere perlomeno parziale. Al tempo della loro compilazione i cosiddetti “secoli bui” stavano già pienamente vivendo quel profondo rinnovamento culturale, sociale ed economico nel cui solco, e non quindi come isolato fenomeno precursore, vanno collocati i “Carmina Burana”.
In questo concerto il Dramsam propone al pubblico una selezione di Carmina “latini” (cioè redatti in latino medievale) organizzata secondo sezioni distinte dalle tematiche sviluppate nella componente testuale, tematiche alle quali, quasi sempre, corrisponde un adeguato “ambiente” musicale. Ambiente musicale che ha stimolato e motivato le scelte interpretative adottate:la severità ed il rigore morale dei Carmina Moralia trova adeguata sottolineatura nel vigore delle presenze strumentali e vocali; la leggiadria poetica e talvolta licenziosa dei Carmina Veris et Amoris (Canti sulla Primavera e sull’amore) trova soddisfazione musicale nell’impianto trobadorico dello stile esecutivo; la tensione ironica, folle e quasi dionisiaca dei Carmina lusorum et potatorum ( Canti di giocatori e bevitori) trova sfogo in quegli elementi musicali più propriamente caricaturali e popolareschi. Lo spessore, sia estetico che contenutistico, e la varietà di buona parte dei “Carmina” fanno dell’opera il prodotto di una moltitudine di voci diverse, di diverse forme di pensiero; forme tra le quali non faticheremo a riconoscere anche la nostra.

Incontro con la musica medievale
I Laboratori di Musica Corale dell’A.R.C.A.
I edizione
Incontro con la musica medioevale a cura dell’ensemble Aquila Altera
Domenica 25 novembre 2007
Nella Chiesa Madre - S. Stefano di Sessanio, L’Aquila, dalle ore 9.30 nell’ambito della I ed. de I Laboratori di Musica Corale dell’A.R.C.A. si terrà una laboratorio sulla musica medievale tenuto dall’ensemble AQUILA ALTERA.
Promotori della manifestazione saranno oltre all’ A.R.C.A. Associazione Regionale Cori dell’Abruzzo: l’amministrazione comunale e la Pro – Loco di S. Stefano di Sessanio.
La giornata sarà articolata in due momenti: la mattina nella Chiesa Madre al centro del borgo si presenteranno due tra i codici più importanti del Medioevo: Las Cantigas de Santa Maria ed il Llibre Vermell de Montserrat e saranno presentati alcuni degli strumenti musicali in uso all’epoca.
Nel pomeriggio seguirà un laboratorio corale ed i brani studiati saranno oggetto del concerto finale che si terrà lo stesso giorno alle ore 18.00 sempre nella Chiesa Madre.
I brani di studio saranno resi disponibili al momento dell’iscrizione in formato.pdf Quota di partecipazione: 10 euro (comprensivo di pranzo) da versare all’arrivo.
Iscrizione da effettuare via e-mail a luigi.ditullio@cph-lupacchino.it o telefonica 329/9449034.

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Donatella Moretti presenterà sabato 27 ottobre nella Chiesa del Giglio a Greccio, ore 17, e sabato 3 novembre 2007 nella Chiesa di S.Agostino in Amatrice, sedici “laudi”, appartenenti alla tradizione medievale e ispirate al messaggio di Francesco e Chiara d’Assisi. Donatella Moretti sarà accompagnata al piano dal Maestro Luigi De Angelis, che si è assunto il non facile compito di inventare per queste Laudes una forma musicale che fosse al tempo stesso contemporanea e rispettosa di un’eredità secolare. I testi delle “Laudes” sono di Lino Matti, che è riuscito a tradurre nell’italiano di oggi sentimenti e idee che appartengono all’eterna realtà della fede. Nelle sedici “Laudi” vengono rivisitati alcuni personaggi chiave della storia della salvezza, recuperando i momenti più significativi della storia di Cristo e Maria, di Francesco e Chiara d’Assisi, dei Santi e, in particolare, di Maria Maddalena. Quadri vivi per uomini e donne di oggi, per ritrovare la pace come bene da consumare e non solo da guardare. La pace è pace e non altro, è bene che passa dentro l’esistenza di ognuno e si rivela nella capacità di ogni essere umano di credere che tale realtà non è soltanto un accessorio ma un punto fermo.

L’ensemble Les haulz et les bas, uno dei migliori gruppi di fiati d’Europa, presentera’ sabato 20 ottobre 2007, alle 21.30, il concerto ”Symphonia de angelis”, nell’ambito del cartellone di D’UmbriAnticaMusica, festival itinerante nei luoghi piu’ belli dell’Umbria, organizzato da Regione e dall’Associazione manifestazioni storiche dell’Umbria. ”Il suono invisibile come cavalcavia verso il mondo invisibile. Musica e angeli hanno componenti comuni: sono entrambi impercettibili e hanno accesso diretto ai nostri sentimenti”, e’ l’idea ispiratrice di questo straordinario concerto, 20 brani, eseguiti dal quartetto Ian Harrison, Gesine Banfer, David Yacus e Andrea Piccioni e tratti dal cd ”Music of the angels”. ”Il programma di ”Symphonia de angelis” e’ un gioco musicale - hanno detto gli artisti dell’ensemble Les haulz et les bas - una fantasia intorno al suono e al ritmo delle rappresentazioni tardo-medievali di angeli, nell’atto di suonare ciaramelle, trombe e strumenti a percussione”. L’ensemble italo-tedesco e’ specializzato nella ricerca ed esecuzione della musica per l’alta cappella ed e’ un organico strumentale formato da fiati spesso accompagnato dalle percussioni, che ha vinto nel 1993 il prestigioso festival Van Vlaander di Bruges. Presenti ai piu’ importanti festival europei di musica medioevale e rinascimentale, a Trevi, in Umbria, proporranno un lavoro sul connubio tra angeli e strumenti musicali attraverso gli affreschi e l’iconografia di diverse epoche.