“Medieval song and dance” a Palermo

28277103_156380678397077_4146318013612383808_nMusiche medievali sabato 24 febbraio 2018 alle ore 21,00 con il duo La Gioia all’Oratorio di San Mercurio di Palermo. Il flauto dolce e le percussioni saranno i protagonisti di un’antologia musicale tratta dal repertorio di musiche “extra-liturgiche” risalenti al periodo tardo medievale/rinascimentale.
Come i giullari e i menestrelli accompagnavano i cantori improvvisando preludi e postludi tra una stanza e l’altra delle chanson de geste, adattando le composizioni vocali all’esecuzione strumentale: mentre in alcuni casi gli strumenti avevano la funzione di raddoppio all’unisono della parte vocale, in altri avveniva che melodie di danze strumentali potessero ispirare impianti vocali di testi poetici.
Il duo La Gioia, formato da Maurizio Parisi (flauto dolce) e Sergio Candura (percussioni) s’ispira alla dimensione sensoriale e alle magiche atmosfere legate al medioevo dando vita ad un percorso d’ascolto che conduce ad un’atmosfera lieve e gioiosa, creata con due voci strumentali apparentemente in contrasto fra di loro: il flauto dolce, melodioso, leggero e festoso, e le percussioni, per loro costituzione ai confini fra suono determinato e suono indeterminato.
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Ensemble Dionea in concerto a Trieste e Rovereto

24068187_513356305699219_8121580168832432309_nA Trieste, venerdì 16 febbraio 2018 alle 20.30 è di scena l’Ensemble Dionea con Enrico Maronese (voce, clavicembalo e percussioni), Jung Min Kim (voce, liuto medievale e viella), Federico Rossignoli (voce, liuto medievale e percussioni) e Teodora Tommasi (voce, arpa gotica, flauto dolce e percussioni), con il nuovo progetto musicale “Dove amor si mise”. L’Ensemble Dionea riproporrà il concerto il giorno seguente, sabato 17 febbraio 2018 alle 17.30, a Rovereto.
Nel gruppo dei giovani che, nella cornice del Decameron di Boccaccio, si alternano nel raccontar novelle, c’è anche il giovane liutista Dioneo, il quale, proprio in virtù della sua verde età, potrà narrare una novella senza rispettare il tema imposto dai compagni, a patto però che sia ogni giorno il primo a cominciare. Con tale spirito di gioiosa sperimentazione è avvenuto l’incontro dei componenti dell’Ensemble Dionea provenienti da esperienze musicali diverse, raccordati tra loro dall’amore per la musica antica. L’ensemble si caratterizza in particolare per la ricerca musicale sulle fonti medievali tra Duecento e Quattrocento, reinterpretando i manoscritti filologicamente e rendendoli fruibili al pubblico di oggi e accostandone le musiche ai testi coevi. Ecco che il tema amoroso delle Rime Dantesche risuona nei motetti politestuali del Codice di Montpellier, ed il desiderio di morte per la perdita dell’amata in Cavalcanti trova richiami nei componimenti dell’Ars Nova.
Si accede esclusivamente tramite prenotazione telefonando nelle fasce orarie 12.00/ 14.00 e 17.00/ 21.00 al numero 370 3071812 o scrivendo a hausmusik@wunderkammer.trieste.it per il FRIULI VENEZIA GIULIA, VENETO e SLOVENIA, telefonando al 338 6964970 e scrivendo all’indirizzo noemi.ancona@icons.foundation per il TRENTINO ALTO ADIGE.
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Maestri del Cinquecento fra tecnica, devozione e pathos

27332566_953348361495622_8993599082907693652_nMercoledì 14 febbraio 2018 alle ore 21.00 a Venezia, Chiesa di Santa Maria del Carmelo (Carmini) si tiene il XV Concerto per il Mercoledì delle Ceneri “Maestri del Cinquecento fra tecnica, devozione e pathos“.
L’edizione 2018 del Concerto del Mercoledì delle Ceneri organizzato dalla Fondazione Levi è dedicato, nell’ambito delle manifestazioni zarliniane, alla musica del Cinquecento: l’ensemble Coenobium Vocale diretto da Maria Del Bianco eseguirà composizioni scelte con l’intenzione di mettere in luce alcuni aspetti stilistici rilevanti, come l’importanza della parola, il progressivo distacco dalle complicazioni delle tecniche di matrice speculativa, la ricerca di spettacolari contrasti e il rapporto con il canto piano.
Musiche di Adrian Willaert, Andrea Gabrieli, Claudio Merulo, Gioseffo Zarlino, Giovanni Croce, Johannes De Quadris, Luca Marenzio, Orlando Di Lasso, Vincenzo Ruffo.
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Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

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I canti ambrosiani del coro Aurora Totus

croppedimage720439-messa-antica-8Compie un anno la celebrazione della messa in latino e rito ambrosiano antico nella chiesa di Santa Marta a Lecco. Nell’occasione, domenica 11 febbraio 2018 alle ore 17.30 la messa sarà celebrata in forma cantata con la partecipazione del coro Aurora Totus di Milano.
La solenne liturgia è la messa della “Domenica di Quinquagesima”: questa, nel calendario liturgico tradizionale, è la denominazione dell’ultima domenica del ciclo pre-quaresimale, che fa da cerniera fra il tempo di Natale e il tempo che culminerà con la Pasqua. Il suo carattere di transizione è evidente da alcuni particolari della liturgia: da una parte i paramenti adottano il colore morello, proprio dei tempi penitenziali; dall’altra si mantengono il Gloria e l’Alleluia ed è ancora consentito il suono dell’organo.
Nella domenica di Quinquagesima il tema dominante è l’annuncio della Quaresima come tempo di maturazione: sarà raccolto quello che è stato seminato; si invitano i fedeli a separarsi dalle cose cattive e a dedicarsi all’opera di Dio. Questo è il filo rosso che, oltre alle letture, accomuna la splendida collana di testi e melodie del canto ambrosiano di questo giorno.
Il coro Aurora Totus di Milano, diretto da Laura Groppetti, nasce all’interno del sodalizio Cantori Ambrosiani, da anni attivo nello studio, nella diffusione e nella valorizzazione del patrimonio musicale ambrosiano. Fondata da Ferruccio Ferrari, profondo cultore della liturgia e del canto ambrosiano, e autore di libri per il canto liturgico editi in collaborazione con la Diocesi di Milano, l’associazione ha attivato una rete di cori che cantano o intendano imparare il repertorio ambrosiano. Il coro Aurora Totus canta regolarmente in liturgia e tiene inoltre concerti e altre iniziative divulgative.

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Da Machaut ai Metallica

862209_2257339165cb487fb24eba5995e93bf2mv2Mettere insieme la musica medievale con il rock e la barocca con il metal può sembrare un azzardo. Appaiare le note raffinate e vellutate della classica alle taglienti rasoiate dell’heavy metal appare una follia. La musica cosiddetta colta è lontana anni luce da generi nati a secoli di distanza, sia per sonorità e stilemi, sia per concezione e sensazioni prodotte. E’ dunque curioso (ed estremamente stimolante) «Da Machaut ai Metallica», il concerto proposto dalla Stefano Tempia e ospitato lunedì 5 febbraio 2018 alle ore 21,00 al Teatro Vittoria di Torino. Protagonista l’Achrome Ensemble impegnato in quello che è un vero e proprio viaggio tra l’antico e il moderno, un percorso sonoro che attraversa i continenti e le epoche e che dal Trecento arriva fino alla contemporaneità.
Il gruppo di musicisti, formato da Antonella Bini al flauto, Marco Sorge al clarinetto, Yoko Morimyo al violino e viola, Emanuele Rigamonti al violoncello, Gabriele Rota al pianoforte e Alessandro Perissinotto alle percussioni, diretti da Marcello Parolini, sarà impegnato con un programma vario e multiforme che mescola stili e linguaggi. Il binomio classica e metal, al contrario di come si potrebbe pensare, è praticamente perfetto e, nonostante questa stramba unione faccia inorridire i puristi dell’una o dell’altra fazione, numerosi sono gli esempi nella storia della musica che sanciscono gli effetti positivi di queste combinazioni.
Sarà quindi necessario approcciarsi alla serata sgombrando la mente da preconcetti e storicizzazioni, lasciandosi trasportare dalla magia della musica. Verranno interpretate pagine dal sapore differente, a cominciare dal compositore fiammingo che regala la prima parte del titolo, Johannes Ockeghem, considerato un genio del contrappunto. Ci sarà pure «The great gig in the sky», quinta traccia di «The dark side of the moon», capolavoro dei Pink Floyd, che è un chiaro esempio di come un brano rock evocativo e potente diventi una perfetta trasposizione sinfonica. Se a chiudere saranno i Metallica con «Fade to Black», una ballata densa di commozione e sentimento caratterizzata da una dinamicità ottenuta dal contrasto dell’accostamento di velocità e lentezza, ci sarà spazio anche per la prima cittadina di «VI Improvviso» del torinese Gilberto Bosco.

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“Jesu dulcis memoria” a Arezzo

vocinsieme-cori-jesu-dulcis-memoriaUn percorso agli albori del cristianesimo tra melodie, poesie e meditazioni. Domenica 4 febbraio 2018, alle ore 17.00, la sala delle Volte della basilica di San Francesco di Arezzo sarà teatro del concerto “Jesu dulcis memoria” che, interamente dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del canto gregoriano, è nato dalla collaborazione tra il coro femminile Vocinsieme e il coro maschile Cantantibus Organis. Le due formazioni aretine hanno rinnovato una collaborazione avviata nei mesi scorsi con un concerto a Cortona e che farà tappa ora anche in città, con un pomeriggio ad ingesso libero e gratuito che regalerà emozioni e riflessioni attraverso la cosiddetta “musica del silenzio”. Il gregoriano, infatti, è un canto liturgico non accompagnato dal sostegno delle musiche ma che fa leva esclusivamente sulle parole e sui silenzi, con la voce che diventa uno strumento per elevare una preghiera svolta all’unisono, in un clima di meditazione e di ascolto reciproco, stimolando i coristi a valorizzare il significato di ogni parola e a creare un’atmosfera di intimità con sé stessi e con gli spettatori. In “Jesu dulcis memoria” sarà possibile ascoltare gli otto schemi melodici dell’antico genere musicale del gregoriano che, sviluppati tra medioevo e rinascimento, sono tutti collegati alla funzione liturgica ma evocano sentimenti e stati d’animo tra di loro diversificati.
Il concerto sarà guidato dalla nota direttrice Anna Seggi che nel 2013 ha dato il via all’esperienza del coro Vocinsieme e che, da sempre, studia il mondo della vocalità in collaborazione con alcuni dei massimi esponenti della coralità italiana, arrivando anche a sviluppare un metodo di educazione che integra i principi basilari del bel canto ad aspetti umanistici, musicologici e scientifici. La spiritualità del canto sarà sostenuta e rafforzata anche da momenti di riflessione attraverso le letture e i pensieri del biblista don Dino Liberatori, e da momenti poetici tratti da “Vergine bella, che di sol vestita” dal Canzoniere di Francesco Petrarca a cura dell’attrice Alessandra Bedino. «I due cori hanno già cantato insieme a Cortona e hanno registrato molti apprezzamenti – spiega Giovanna Maggi, presidente del Vocinsieme, – dunque, essendo due formazioni aretine, abbiamo pensato di riproporre il concerto “Jesu dulcis memoria” anche nella nostra città. Il gregoriano accompagna direttamente alle origini del canto, in un’atmosfera di emozioni e di riflessioni che permette di riscoprire il rapporto più intimo con la propria fede».

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Strumenti e musica nel Medioevo a Legnano

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