Medioevo al Castello di Gradara

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Hortus deliciarum. Concerto botanico

luoghi_spazio_tempoGiovedì 18 luglio 2019, alle ore 21,00 nel Cortile di Palazzo Grossi a  Castiglione di Ravenna nell’ambito de “I luoghi dello spirito e del tempo 2019” si terrà il concerto  inaugurale “Hortus deliciarum” Concerto botanico
Progetto Hortus
Luca Piccioni, voce, liuto, chitarra barocca;
Pietro Modesti, cornetto;
Ludovico Mosena, ghironda e fiati;
Massimiliano Dragoni, salterio e percussioni
Fabio Cavalli, testi, immagini e recitazione
“Concerto botanico” racconta il rapporto  tra musica e natura, che scorre come un filo rosso dal seme e dai fiori allo strumento, dalle resine alla pece, e si concretizza in un caleidoscopio di forme che l’arte prende dalla natura: come lo strumento racconta la natura, cosi’ esso stesso ne e’ il risultato. Uno strumento in particolare narra da protagonista l’evoluzione dei repertori che trattano l’universo botanico dal Medioevo all’epoca barocca: la ghironda, dotata di una ruota azionata da una manovella che sostituisce il tradizionale arco e che sfrega le corde senza mai interrompere il suono, creando un suono tipico e riconoscibile. Da sempre presente sia nel mondo colto che nella tradizione orale della musica occidentale a partire dai suoi avi, la synphonia e l’organistrum, si e’ evoluta fino a giungere ai nostri giorni. Accanto ai brani musicali dedicati allo strumento, alcuni testi storici racconteranno il rapporto tra l’ars musica e la natura.
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Carmina Burana a Pescara

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Bestiarium. Musica per il Bestiario di Leonardo

imigi3Mercoledì 10 luglio 2019 nel Chiostro del Museo Diocesano di Genova alle ore 20,00 si terrà il concerto dell’Ensamble LaReverdie “Bestiarium. Musica per il Bestiario di Leonardo”.
Il Bestiario di Leonardo da Vinci, datato attorno al 1494 e contenuto nel famoso Codice H, conservato presso l’Istitut de France di Parigi, si ispira alla lunga tradizione del Bestiari medievali, libri che raccoglievano una descrizione sintetica di animali reali e fantastici unitamente a considerazioni di carattere morale.
Da un lato infatti il testo leonardesco tratta gli animali nei simboli morali e nelle qualità favolose e magiche, dall’altro ne considera la morfologia, la distribuzione geografica e gli usi in una redazione che sembra una vera e propria storia naturale.
Le fonti riconosciute del Bestiario di Leonardo sono la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio per gli aspetti più naturalistici, e le due opere trecentesche l’Acerba di Cecco d’Ascoli e il Fior di virtù, opera di incerta attribuzione, che ebbe una enorme fortuna manoscritta.
Il Bestiario è diviso in capitoletti introdotti da un titolo che talvolta si riferisce all’animale di cui tratta, talvolta a una virtù o a un vizio che l’animale descritto incarna per indole e carattere.
Nel testo leonardesco è possibile riscontrare, come è stato messo in evidenza più volte, tutta la vitalità della cultura medievale. È proprio da questa evidenza che è scaturita l’idea di accostare alcuni animali descritti da Leonardo a madrigali o caccie trecentesche, affollate da un variegato e ricchissimo catalogo di animali che ricalcano gli stessi modelli a cui sembra aver attinto più tardi Leonardo.
L’ars nova italiana dalle origini fino ai suoi ultimi esponenti, da Magister Piero a Johannes Ciconia (fiammingo ma raffinato interprete dello stile italiano) è infatti incredibilmente ricca di repertorio musicale in cui prendono vita animali fantastici (L’aspido sordo), reali (Per larghi prati), simbolici (Aquila Altera / Creatura gentil /Uccel di Dio), allegorici (Lucida pecorella), metafore delle debolezze umane come delle umane virtù.
Nel 1986 due coppie di giovanissime sorelle fondano l’ensemble di musica medievale laReverdie: il nome, ispirato al genere poetico romanzo che celebra il rinnovamento primaverile, rivela forse la principale caratteristica di un gruppo che nel corso degli anni continua a stupire e coinvolgere pubblico e critica per la sua capacità di approccio sempre nuovo ai diversi stili e repertori del vasto patrimonio musicale del Medioevo europeo e del primo Rinascimento.
Dal 1993 fa parte dell’ensemble il cornettista Doron David Sherwin.
Attualmente il gruppo si esibisce in formazioni che vanno da tre a quattordici musicisti a seconda dei repertori, ed è sempre più interessato a collaborare con giovani musicisti incontrati durante lo svolgimento della loro attività didattica. L’assidua ricerca e l’esperienza accumulata in oltre trent’anni di attività, hanno fatto de laReverdie un gruppo unico per l’affiatamento, l’entusiasmo e l’acclamato virtuosismo vocale e strumentale.
Per questo concerto laReverdie si esibisce nella seguente formazione:
Claudia Caffagni, Livia Caffagni, Elisabetta De Mircovich voci, viella, liuto, flauti, ribeca
Matteo Arpe voce narrante.
Al termine del concerto sarà offerto un cocktail per l’inaugurazione della stagione.

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Ballate per uomini e bestie

7513ab_895ecf815a214abcb9bc027dc111b2ddmv2Un rapporto artistico nato grazie a Sergio Piazzoli, giustamente convinto che l’Ensemble Micrologus e Vinicio Capossela avessero molte cose in comune: in primo luogo la passione per la ricerca musicale, medievale da un lato, popolare folclorica dall’altro. Poi la consapevolezza e la determinazione nel voler proporre al pubblico partiture ardite con il coraggio di chi osa in nome della tradizione e della storia. Il modo, infine, meglio l’etica, che a loro modo di vedere sottende l’esistenza, la persistenza del musicista nell’ambito artistico e nella vita.
Domenica 7 luglio 2019 in Piazza Duomo questi due mondi incontreranno quelli del Festival di Spoleto, potremmo, dire in una congiunzione naturale, quasi inevitabile. Anche perché ormai da due anni Vinicio Capossela si avvale della collaborazione costante di due membri dell’Ensemble di Assisi: Peppe Frana e il suo magico liuto e Giovannangelo De Gennaro, polistrumentista e voce.
Sul palco ci sarà il nucleo storico Micrologus, ovvero Patrizia Bovi, Goffredo degli Esposti e Gabriele Russo che assieme ad Adolfo Broegg fondarono l’Ensemble nel 1984.
Il Cantico delle creature è un ponte sospeso fra un medioevo in cui la natura è, per San Francesco, trasparenza del divino e una modernità lacerata da vuoti di senso e profonde divisioni. L’opera parte dalla terra e sconfina nel mistero attraverso la contemplazione della natura nella sua corporea potenza. L’umanità viene privata della sua supremazia e riconnessa a tutti gli elementi in un rovesciamento dei valori della società borghese del tempo. Questa è la rivoluzione di Francesco di Assisi, questa l’essenza poetica del suo cantico i cui temi ricorrono nell’ultimo disco di Vinicio Capossela, Ballata per uomini e bestie. Un’opera di grande forza espressiva che guarda, non senza ironia, alle pestilenze del nostro presente travolto dalla corruzione del linguaggio, dalla violenza e dal saccheggio della natura sacrificata in nome della produzione.
In questo nuovo medioevo, Capossela cerca, nel racconto e nel canto, una possibilità di ricomporre l’unità e un nuovo rapporto con la natura delle cose; col sacro e con le bestie che, come per il santo di Assisi, divengono punto di accesso al mistero della natura, anche umana. A corollario di questo viaggio la Perfetta letizia di Francesco che risuona nella semplice ma espressiva lingua italiana del 1300.
La forma scelta da Capossela per questo nuovo lavoro è quella della ballata, come occasione di pratica metrica e di svincolamento dalla sintesi. La ballata prende il caos delle parole in libertà, l’esperienza liquida del divenire, la riduce a storia e la compone nel fluire di strofe. Dalla ballata alla cantata il passo è breve.
La cantata per le creature, nelle terre del santo che seppe rompere i confini del linguaggio tra creature, vuole essere un canto a lenire la ferita della separazione, nell’intima consapevolezza di essere tutti fratelli nella condizione di poveri cristi. Tutti, uomini e bestie compresi.

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All’alba con i Micrologus

micrologus-logo_255x32Domenica 30 giugno 2019, alle ore 6,00, l’associazione culturale Jesce Sole sarà lieta di presentare  il concerto all’alba, Rosa Fresca Aulentissima, giunto quest’anno alla sua decima edizione.
Tale appuntamento, si terrà, come è ormai consuetudine, nella fresca quiete del cortile del palazzo dei Priori, a Viterbo. Qui, oltrepassati  i portici di piazza del Plebiscito, nell’incanto di un’alba estiva, si esibiranno gli Ensemble Micrologus in “Festa medievale”.
Il gruppo dei Micrologus, fondato nel 1984, interpreta con innovazione e spirito contemporaneo il repertorio medioevale sacro e profano, arricchendolo di commistioni tra stili musicali e forme d’arte differenti.
Nella cornice intima del cortile rinascimentale, tra logge, sculture e fontane, nell’armonia di un’alba aperta ai bagliori di valle Faul e della cupola di Santa Maria della Trinità, sarà possibile sperimentare un risveglio sinestetico unico. Le sonorità musicali e gli scrosci d’acqua, la freschezza delle fronde sotto il bel pino, lo spessore del peperino e la levità dello spazio aperto, si uniranno infatti a formare uno spettacolo di rara bellezza.
Sarà possibile ascoltare Goffredo Degli Esposti al flauto, tamburo e cornamusa, Gabriele Russo alla viella, ribeca e tromba medievale ed Enea Sorini alle percussioni, salterio e canto, con fedeli ricostruzioni di strumenti d’epoca.
I Micrologus collaborano con teatro, danza, cinema e importanti artisti di musica contemporanea come i fratelli Mancuso, il Banco del Mutuo soccorso e Vinicio Capossela.
Il gruppo, che ha realizzato fin qui oltre cinquanta spettacoli in tour tra Europa, Giappone e Americhe, basa infatti la sua ricerca sonora su indagini storiche e continua sperimentazione. Nella naturale poetica degli ambienti naturali e di uno spazio musicale d’eccezione si preannuncia un’alba davvero unica. L’ingresso è libero.

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Mundi salus di Matteo da Perugia

48407340_500360023785850_5957269417946513408_nCon la Musica nelle corti, nelle ville e negli ospizi, si apre l’estate del Circolo Culturale Bellunese, tra classica e jazz, e si apre con un evento di primissimo piano: «La fonte musica», diretta da Michele Pasotti, domenica 30 giugno 2019, alle ore 17.30, Corte di Palazzo Fulcis, a Belluno. Protagonista del concerto sarà la musica di Matteo da Perugia, Mundi Salus, un “miracolo” che deve essere conosciuto e ascoltato.
«La fonte musica» è un ensemble fondato e diretto da Michele Pasotti per interpretare la stagione musicale di passaggio tra l’età medievale e quella umanistica, stagione straordinariamente creativa e raffinata, ancora troppo poco conosciuta. Al centro dell’interpretazione di La fonte musica sta il tornare alle fonti (da cui il nome della formazione), ovvero alle radici della polifonia medievale e dei testi lirici. La fonte musica è ospite dei più importanti festival europei di musica antica e di trasmissioni radiofoniche internazionali. Il suo disco «Metamorfosi Trecento» ha ricevuto nel 2017 il Diapason d’or e nel 2018 è stato inserito tra i 100 dischi che tutti gli amanti della musica devono conoscere.
Michele Pasotti si è diplomato con il massimo dei voti in Liuto sotto la guida di Massimo Lonardi, specializzandosi poi e perfezionandosi nello studio della musica medievale. Contemporaneamente agli studi musicali ha frequentato la facoltà di Filosofia all’Università di Pavia, dove si è laureato con lode. Dal 2013 Michele Pasotti tiene un corso sull’Ars Nova alla Civica Scuola di Musica di Milano ed è titolare della cattedra di Liuto presso il Conservatorio “Maderna” di Cesena. Svolge un’intensa attività in istituti di perfezionamento, conservatori, scuole e festival e di divulgazione in trasmissioni radiofoniche. Collabora regolarmente con prestigiose formazioni musicali, nazionali e internazionali. Come solista (liuti, tiorba, chitarra barocca) ha un repertorio che va dal Medioevo al tardo Settecento. Ha suonato in oltre 60 dischi.

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