Sublime ingegno. Josquin Desprez

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L’amor che move il sole e l’altre stelle

196220045_3785031881624697_6156654117046031805_n“L’amor che move il sole e l’altre stelle” Il tema dell’amore nelle opere di Dante e nella musica del suo tempo. (Progetto artistico di Vania Palumbo).
Associazione Mozart Italia – Sede di Lecce
Stagione Concertistica 2020-2022
Lecce, Museo “Sigismondo Castromediano” Giovedì 10 giugno 2021 alle ore 20.45
Ingresso libero, prenotazione obbligatoria ai numeri: 338.6406076 – 329.4960581. E’ obbligatorio l’uso della mascherina.
Donato Chiarello: Voce recitante
Ensemble Concentus
Vania Palumbo: Canto, Lyra, Percussioni
Sara Valli: Canto, Organistrum
Pier Paolo Del Prete: Viella
Gianluca Milanese: Faluto a becco, Percussioni
Maurizio Ria: Ribeca, Quinterna
Andrea Cataldo: Liuto

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Vergine Madre, figlia del tuo figlio

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“Iter Hierosolymitanum” con l’Ensemble Lucidarium

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Quando i Dogi sconfissero i Patriarchi

 

2021-06-01-grandi-coloriMartedì 1 giugno 2021 alle ore 19,00 al Teatro Miela di Trieste l’Ensemble LaReverdie uno dei più importanti ensemble di musica medievale nel panorama internazionale, mette a fuoco una delle ricorrenze di questa rassegna 2020, cioè il passaggio, nel 1420, al dominio veneziano del Patriarcato di Aquileia col programma “Quando i Dogi sconfissero i Patriarchi”. 1420: Il Principato Patriarcale di Aquileia, o Patria del Friuli, cade sotto il dominio della Repubblica veneziana durante il dogado di Tommaso Mocenigo. Inserito in questo contesto storico, Il programma si basa sulla comparazione tra composizioni musicali scritte per la Repubblica Veneziana, e il repertorio legato al Patriarcato di Aquileia, con particolare riferimento all’opera di Antonio da Cividale.
Il prologo, che sposta l’attenzione indietro di circa un secolo, si apre con la sequenza Sonet Vox Ecclesie – un unicum tramandato dal Graduale cividalese dedicato alla collegiata di Cividale e databile tra l’ultima decade del 1200 e l’inizio del 1300 – cui fa da contraltare il mottetto di Marchetto da Padova composta all’epoca del doge Francesco Dandolo (1329-39) per celebrare la visita che tradizionalmente il doge faceva alle spoglie di Santo Stefano nell’Abbazia di San Giorgio il 26 dicembre.
Segue poi un’alternanza di mottetti celebrativi, brani liturgici e profani che mette a confronto l’opera di Antonio da Cividale, con composizioni di autori legati alla Repubblica, quali in particolare Antonius Romanus, primo maestro documentato della cappella ducale, o brani che compaiono in fonti venete risalenti ai primi trent’anni del Quattrocento.
La produzione musicale di Antonio da Cividale rappresenta la voce di un compositore che viaggiò al di fuori del territorio di origine e che per questo entrò in contatto con gli stili musicali che circolavano all’epoca: evidente è l’influenza del linguaggio stilistico di Johannes Ciconia, che visse a Padova dalla fine del Trecento al 1412, anno della sua morte, il cui mottetto Venecie mundi splendor, fu composto in occasione della sottomissione di Padova a Venezia nel 1405: è il destino che molti territori alle spalle della laguna subirono nel secolo che assistette a una costante politica espansionistica della Repubblica verso terra.

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Siam venuti a cantar maggio

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Cantare versi nelle corti meridionali al tempo dei re aragonesi

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Parole e canti a Maria

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Francesco Landini: l’occhio del cor

Martedì 13 aprile 2021 alle ore 21:00 Concerto dell’Ensemble laReverdie.

Francesco Landini: l’occhio del cor” è un concerto insolito ed originale, che nasce dalla collaborazione tra la Società Amici della Musica “Guido Michelli” e il Museo Tattile Statale Omero: si tratta di un ritratto a tutto tondo di Francesco Landini (1325/35 -1397), il maggiore esponente dell’Ars Nova, autore di quasi un quarto di tutta la musica del Trecento italiano arrivata fino a noi. Non vedente fin dall’infanzia a causa di una epidemia di vaiolo, Landini divenne tuttavia intellettuale raffinato, poeta, musicista e grande virtuoso dell’organo, al punto da essere soprannominato “cieco degli organi”. Nelle sue composizioni, in cui ricorrono i temi caratteristici dell’amor cortese, la mancanza della vista si traduce spesso nell’impossibilità di vedere la donna amata: ma se i sensi sono inaffidabili, la loro carenza è compensata dall’occhio del cor, l’occhio dell’amore, quasi un terzo occhio che riesce comunque a percepire ciò che si ama.

Il concerto è affidato all’Ensemble laReverdie, un gruppo unico per l’affiatamento, l’entusiasmo e l’acclamato virtuosismo vocale e strumentale dei propri componenti: Claudia Caffagni, voce, liuto, Livia Caffagni, voce, viella, flauti, Elisabetta De Mircovich, voce, viella, ribeca, Teodora Tommasi, voce, arpa, flauti, Matteo Zenatti, voce, arpa, tamburello. Forte di un’attività ormai trentennale, laReverdie continua a stupire e coinvolgere pubblico e critica per la sua capacità di approccio sempre nuovo ai diversi stili e repertori del vasto patrimonio musicale del Medioevo europeo. Con laReverdie si esibisce il musicista Christophe Deslignes. Di formazione classica, Deslignes intraprende lo studio della musica medioevale presso la prestigiosa Schola Cantorum di Basilea, dove scopre l’organo portativo: ispirandosi, tra gli altri, al bandoneon di Astor Piazzolla, Deslignes ha ricostruito da autodidatta il modo di suonare questo strumento dimenticato. Il suo disco I Maestri dell’Organetto Fiorentino del XIV secolo è stato designato Disco dell’Anno per il 1998.

Il concerto sarà trasmesso martedì 13 aprile 2021, a partire dalle ore 21:00, in diretta live streaming sul canale YouTube degli Amici della Musica di Ancona. L’accesso è gratuito. Per ulteriori informazioni: info@amicimusica.an.it.

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800 anni di pietre in canto

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