Il Francescanesimo nella musica tra Medioevo e Rinascimento

anonimafrottolistiLucignano tra arte e polifonia nella giornata di giovedì 20 luglio 2017 per l’incontro dello storico borgo della Val di Chiana con il Festival delle Musiche nella sua sezione dedicata alla musica antica, il Festival Suoni dalla Torre. Molteplici saranno dunque gli stimoli culturali di un percorso tra piacere dello sguardo e dell’ascolto che avrà inizio alle ore 18:30 dalla Chiesa di San Francesco per condurre i partecipanti, grazie all’apertura straordinaria dei più importanti edifici del complesso francescano di Lucignano, nell’oratorio del Corpus Domini, nella Torre delle Monache e nella Chiesa del Crocifisso. Conclusione al Museo Comunale, con un aperitivo e un saluto in musica a cura dell’Ensemble Anonima Frottolisti. A seguire, alle ore 21:15, l’Ensemble assisano accoglierà i partecipanti ancora nella Chiesa di San Francesco con l’ultimo suo progetto di ricerca ed esecuzione musicale: “Gloriosus Franciscus – Il Francescanesimo nella musica tra Medioevo e Rinascimento”.
«Dalla nascita del Francescanesimo, nel XIII secolo – come dichiarato dal direttore del gruppo, Massimiliano Dragoni, altresì direttore artistico del Festival Suoni della Torre -, la musica diviene parte fondamentale del proselitismo e della comunicazione degli ideali legati al Santo di Assisi. La musica e il francescanesimo, vivono sin dal principio in un connubio perfetto: già nel ’200, molti maestri di cappella erano frati, in Italia e in tutta Europa, e così nei secoli a seguire. Il patrimonio musicale è ampio, dal Cantorino di Reims di mano francese alle laudi di Cortona, alle composizioni ars novistiche trecentesche all’ars subtilior, dalle laudi del XV secolo alle polifonie Cinquecentesche». Il concerto sarà a ingresso libero. Per la visita pomeridiana è previsto un costo di € 3 – è gradita la prenotazione al numero 0575 838001 o scrivendo a museo.lucignano@gmail.com.
L’Ensemble Anonima Frottolisti è composto da Luca Piccioni (voce, liuto, chitarrino medievale), Emiliano Finucci (voce, viella), Simone Marcelli (voce, organo portativo), Massimiliano Dragoni (dulcimelo a battenti, salterio a pizzico, carillon di campane, organistrum, percussioni), Mauro Presazzi (voce). Il Festival delle Musiche, parte del Colline Etrusche Festival, è curato da Officine della Cultura in collaborazione con AS Monteservizi e Associazione Resonars ed è realizzato con il sostegno di Regione Toscana, Provincia di Arezzo e i Comuni di Monte San Savino, Marciano della Chiana, Foiano della Chiana, Lucignano, Castiglion Fiorentino, Cortona e Civitella in Val di Chiana.

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La Notte del Convivio

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“La tia ca sorgi lu soli”

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Stella Maris, polifonie per la Vergine fra Medioevo e Rinascimento

4632429245_700x979Prosegue la rassegna musicale “Lungo le Antiche Sponde”, all’interno del cartellone “Armoniosamente”, organizzata delle associazioni “Cantieri d’Arte” e “Amici dell’organo Johann Sebastian Bach” e promossa dai comuni interessati. Il sesto appuntamento si terrà, alle ore 21,00 di martedì 11 luglio 2017, al Santuario della Beata Vergine delle Grazie – Via San Clemente (Bastiglia). Protagonista sarà il Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia, diretto da Silvia Perucchetti e accompagnato da Erica Rondini, soprano e Leonardo Pini, liuto. Il programma della serata sarà “Stella Maris, polifonie per la Vergine fra Medioevo e Rinascimento”, un repertorio mariano che spazierà dal canto gregoriano alla polifonia del ‘500. Il Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia, fondato nel 1995 dall’organista Renato Negri, è diretto dal 2006 dalla musicologa Silvia Perucchetti. Composto da musicisti, appassionati e musicologi, attualmente il Coro si rivolge al repertorio del pieno Rinascimento e, su idea di Silvia Perucchetti, è da 10 anni impegnato in un progetto di studio, trascrizione ed esecuzione concertistica di musiche polifoniche inedite di autori reggiani, spaziando dal canto gregoriano in uso presso le basiliche di Reggio Emilia nel Medioevo al ‘600 di Maurizio Cazzati. In 21 anni di attività ha tenuto concerti in innumerevoli centri emiliani e nelle basiliche più prestigiose di Venezia, Brescia, Paola, Cremona, Sesto San Giovanni (Mi), Bologna, Parma, Forlì, Casalmaggiore, Fidenza e nel Duomo di Modena. Silvia Perucchetti inizia a studiare pianoforte giovanissima a Parma con A. Nidi, per poi continuare a Reggio Emilia con L. Fornaciari; per qualche anno ha inoltre studiato canto barocco sotto la guida di Monica Piccinini. Nel 2009 si è laureata in Musicologia presso l’Università di Pavia (sede di Cremona) con una tesi di specializzazione dedicata ai repertori sacri a tre voci fra tardo ‘500 e primi del ‘600.

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Codex Buranus a Udine

promote-theatrum-scuolaLa Nico Pepe è lieta di presentare Codex Buranus, concerto messo in scena con l’Ensemble Dramsam e gli allievi del terzo anno di corso della Civica Accademia. L’esibizione di musica antica avrà luogo sabato 8 luglio 2017 alle ore 21.00 presso l’Ex-Oratorio del Cristo (Udine, Largo Ospedale Vecchio, 10/2). L’appuntamento è inserito nell’ambito delle iniziative di Musica Cortese 2017, Festival Internazionale dedicato alla musica antica che si svolge interamente sul territorio regionale, nei luoghi più affascinanti e caratteristici del Friuli Venezia Giulia, dove la storia, l’arte e l’architettura si intrecciano con la musica. Il concerto fa inoltre parte degli eventi del mese di luglio di Udine Estate 2017 manifestazione organizzata dal Comune di Udine.
Il concerto è ad INGRESSO LIBERO.
Ensemble Dramsam: Alessandra Cossi canto, synphonia, percussioni; Fabio Accurso liuto, percussioni; Gianpaolo Capuzzo flauti diritti; Elisabetta de Mircovich viella, voce; Alessandro Parise viella, voce; Flavio Cecere viella, voce; Nadia Cecer, voce.
Allievi della Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”: Susanna Acchiardi, Alessio Bagiardi, Stefano Iagulli, Jacopo Morra, Elisabetta Raimondi Lucchetti, Giacomo Gianluca Stallone, Maria Luisa Zaltron.
Testi a cura di Fabio Cavalli.
Il Codex Buranus, manoscritto compilato tra il XII e la prima parte del XIII secolo e conservato in un monastero della bassa Baviera, contiene una raccolta di liriche (presumibilmente opera di autori sia latini che germanici) redatte in latino medievale ed in medio alto tedesco.
La raccolta può essere considerata, per numerosi motivi, una delle più importanti pervenute dal Medioevo sino ai nostri giorni. Nel manoscritto ad una parte delle liriche è affiancata la notazione di una linea melodica sulla quale, è lecito presumere, che tali liriche potessero essere “cantate”. La notazione musicale è di tipo neumatico adiastematico in campo aperto, ed è quindi nulla più di un semplice “pro memoria” grafico, utile non tanto a conservare una precisa idea musicale, ma piuttosto funzionale come richiamo mnemonico per quanti di questa idea musicale fossero già in possesso. Grazie a studi, prevalentemente di natura comparativa, è stato però possibile ricostruire una parte di queste melodie.
In questo concerto verranno proposti al pubblico una selezione di Carmina “latini” (cioè redatti in latino medievale) organizzata secondo sezioni distinte dalle tematiche sviluppate nella componente testuale, tematiche alle quali, quasi sempre, corrisponde un adeguato “ambiente” musicale.
Il contributo offerto in questa versione, dall’impianto recitativo che accompagna e sottolinea le caratteristiche testuali proprie di ogni sezione, ci regala un affresco dalle tinte rese più fedeli alle singole atmosfere riproposte, grazie all’interpretazione, non solo musicale ma anche attoriale, degli esecutori coinvolti.
Lo spessore, sia estetico che contenutistico, e la varietà di buona parte dei “Carmina” fanno dell’opera il prodotto di una moltitudine di voci diverse, di diverse forme di pensiero; forme tra le quali non faticheremo a riconoscere anche la nostra.

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Musica per un mercante nella Venezia del Quattrocento

19657271_327270377713137_7204785764477312472_nDomenica 9 luglio 2017 alle ore 21,00 a Badia Cavana si tiene un concerto dell’Ensemble Lucidarium nell’ambito di “Medioevo e oltre – Rassegna di Musica Antica” e del Progetto Reti d’Arte / Nel segno di Matilde, lungo la Via del Sale.
“Musica per un mercante. Voci, suoni e colori nella Venezia del Rinascimento” (titolo originale: Sounds from Shylock’s Venice) è un programma che evoca le immagini e i suoni di un giorno qualunque nella vita di Shylock – usuraio ebreo veneziano tra i protagonisti della commedia Il mercante di Venezia di William Shakespeare – nel mondo colorato che era la Serenissima nel Rinascimento, un crogiolo di culture e una calamita per l’immigrazione.
A Venezia, grande centro di scambi fra Oriente e Occidente, gli ebrei giunsero verso gli inizi del secolo XI e a poco a poco divennero un nucleo considerevole, tanto che il governo della Repubblica avvertì il bisogno di organizzare la loro presenza in città. Gli ebrei veneziani dovevano portare un segno di identificazione, vennero obbligati a gestire banchi di pegno a tassi stabiliti dalla Serenissima nonché a sottostare a molte altre gravose regole, per avere in cambio libertà di culto e protezione in caso di guerra. Venne inoltre stabilito che gli tutti ebrei avrebbero abitato in una sola zona della città, nell’area dove anticamente erano situate le fonderie, “geto” in veneziano. Da questo termine, poi storpiato in “gheto”, ha origine la parola che ancora oggi viene usata per indicare luoghi di emarginazione.
Che cosa avrebbe ascoltato Shylock mentre camminava per le strade del Ghetto Ebraico? Un vivace mix di canzoni tipiche della comunità ebraica in italiano, yiddish, ebraico e spagnolo, intrecciate con le melodie sacre e profane della tradizione locale: questo l’originale scenario sonoro proposto in concerto dall’Ensemble Lucidarium.
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“O fortuna” al Welcome Summer Festival

19554332_10211982999803585_8341453862641115484_nChiude la rassegna Welcome Summer il concerto di domenica 2 luglio 2017, alle ore 20,45 in Piazzale Roverella a Sassuolo (MO), che vede protagonista il trio Ensemble Nordlys, composto da Camilla Ferrari, Silvia Cuoghi e Valentina Medici, impegnate in un percorso musicale attraverso l’Europa dei misteri, tra Medioevo e Rinascimento.
Nordlys è un termine norvegese che significa letteralmente ‘luci del nord’. Sin dalla scelta del nome, il trio Nordlys si ispira quindi, nell’eclettismo musicale che contraddistingue il suo repertorio, al fenomeno luminoso dell’aurora boreale, caratterizzato da sorprendente e cangiante varietà di forme e colori. Così la poetica di questo ensemble trova il suo centro vitale nell’esplorazione del vasto mondo della musica folclorica, antica e rinascimentale (ma non solo) cercandone le risonanze in opere letterarie e in racconti, saghe e leggende della tradizione orale, dal Mediterraneo all’estremo nord europeo. Nell’elaborazione dei canti, l’ensemble si avvale inoltre di strumenti musicali del tutto insoliti, quali la lira kravik, il salterio a percussione, o il tamburo cosiddetto ‘sciamanico’ la cui costruzione artigianale e decorazione è dovuta all’artista Camilla Margherita Ferrari. Il concerto trae il titolo dall’incipit del celebre canto ‘Fortuna Imperatrix Mundi’, appartenente alla raccolta medievale dei Carmina burana. Esso invoca l’arcaica divinità romana che presiede alle sorti degli uomini: la dea Fortuna, raffigurata spesso in equilibrio precario su una ruota in costante movimento, ad illustrarne il carattere mutevole come il disco lunare. Fra tutte le figure dell’immaginario medievale e popolare evocate dai canti e dalle letture di questa serata, la Sorte, personificazione del destino cieco e inesorabile, spicca come dominatrice assoluta e invincibile.
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