Pau i Treva

Pau i Treva

Pau i Treva, pace e tregua. Mille anni dopo il famoso editto medievale, la guerra è invece ancora una triste realtà… La musica non può certo cambiare il mondo, ma può lanciare piccoli segnali di pace, di coesione sociale. E questo è quanto si propone di fare questo progetto musicale, che raduna musicisti piemontesi, occitani, catalani e valenciani, ciascuno con il proprio bagaglio di esperienze. Dalla produzione concertistica che ha avuto grandi consensi nasce ora

L’istituzione medievale “Pau i Treva”

Con l’istituzione medievale detta “Pace e tregua” si cercò attorno all’anno mille di garantire un minimo di sicurezza alle popolazioni in balia della litigiosità di piccoli feudatari e cavalieri.

Uno dei promotori ed accesi sostenitori della “pace e tregua” fu il catalano Oliba, abate dei monasteri di Ripoll i Cuixà e vescovo di Vic: amante delle arti, egli riunì inoltre attorno a sé artisti nord italiani ed occitani. Una persona capace di pensare moderno, dunque, di sognare una pace possibile e necessaria, di intessere rapporti e scambi culturali con altre terre ed altre culture: quasi un anticipatore delle idee che stanno alla base dell’Europa che in questi anni stiamo cercando, tutti insieme, di costruire.

In quello stesso periodo, poco più a sud, il Pais Valencian era ancora sotto la dominazione dei mori: ma stiamo parlando di quella civiltà araba all’avanguardia nelle scienze e nelle arti, aperta al dialogo e per nulla incline all’integralismo di parte del mondo mussulmano odierno.

Per contro sul finire del Mille predoni saraceni partivano da insediamenti creati presso Marsiglia per compiere razzie. Nei loro saccheggi si spingevano fino nei territori dell’odierno Piemonte: proprio perchè estirpasse la piaga dei predoni, vennero donate ad Aleramo, attorno alla metà del ‘900, le terre ed i possedimenti che andarono a formare il Marchesato di Monferrato.

Pace e guerra, buoni e cattivi… Mille anni dopo le cose non sono cambiate molto: da una parte ci sono coloro che cercano di costruire la pace, e poco importa se si tratta di credenti o spiriti laici, dall’altra c’è chi attizza il fuoco esacerbando i contrasti: come certe lobbies economiche e politiche che, spacciandosi per garanti di libertà e democrazia, non esitano a portare il mondo sul batatro di un conflitto assurdo, semplicemente per perseguire i propri interessi. E all’aggressione economica, culturale ed ora anche militare di un certo occidente “canaglia“, una parte del mondo arabo risponde riscoprendo una propria identità nell’integralismo religioso.

Ma la storia delle culture è storia di sincretismi. Ogni civiltà in effetti è già in sé il prodotto di infinite mescolanze: a sua volta è destinata a fondersi con altre culture, migliorandosi ed arricchendosi attraverso questi scambi.

Lo spettacolo e il disco

La musica non può certo cambiare il mondo, ma può lanciare piccoli segnali ed offire modesti buoni esempi. Tante cose si intrecciano e legano storicamente il Piemonte, l’Occitania, la Catalogna ed il Pais Valencian: lingue strettamente imparentate, culture simili, sensibilità molto vicine. Di qui l’idea di costruire un percorso musicale, mettendo fianco a fianco musicisti provenienti da queste aree dell’Europa sud occidentale.

Pau i Treva, non vuole essere un concerto di musica medievale, ma piuttosto un percorso etnomusicale attraverso le tradizioni popolari di Piemonte, Occitania, Catalogna e Pais Valencian. I musicisti che partecipano al progetto sono tra i più autorevoli esponenti delle rispettive tradizioni musicali: ciascuno di essi ha messo in campo la profonda conoscenza del repertorio popolare del proprio paese di origine.

Pau i treva” è una produzione di EthnoSuoni, Cat (Barcellona, Spagna), Le Chantier (Correns, Francia) con il contributo della Generalitat de Catalunya.

Dal concerto nasce ora questo cd, edito da Folkclub Ethnosuoni.

I musicisti

Jordi Fabregas (Catalogna) : canto, chitarra, gralla
Toni Torregrossa (Pais Valencian): canto, buzuky, percussioni
Renat Sette (Provenza): canto
Maurizio Martinotti (Piemonte): canto, ghironda
Paul James (Inghilterra): cornamuse, flauti, tarota, sax
Enrico Negro (Piemonte): chitarre, mandola
Jean Louis Ruf (Provenza): mandoloncello, mandola, fifre, percussioni
Sergio Caputo (Piemonte): violino, percussioni
Paco Pi (Catalogna): basso, violoncello
Gigi Biolcati (Piemonte): batteria, percussioni
Hassan Boukerou (Algeria): percussioni

Informazioni su italiamedievale

Presidente Italia Medievale
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