I Carmina dei Dramsam

MUSIKÉ
Rassegna concertistica
Accademia del Ricercare
Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca
Sabato 10 novembre 2007
S. Germano Chisone – Tempio Valdese ore 21
Insieme Vocale e Strumentale DRAMSAM
CARMINA BURANA
Alessandra Cossi: canto, synphonia, percussioni
Fabio Accurso: liuto, percussioni,
Riccardo Drusi: ciaramelli, flauti, canto
Gian Paolo Capuzzo: flauti diritti
Giuseppe Paolo Cecere: canto, viella, ghironda, direz. Musicale
cappella Vocale: Rossella Candotto, Elena Molinari, Nadia Cecere, Massimiliano Di Luca
“CARMINA MORALIA”
– Crucifigat omnes
– Nomen a solempnibus
– Bonum est confidere
– Procurans odium
“CARMINA VERIS ET AMORIS”
– Axe Phebus aureo
– Tempus transit gelidum
– Veris dulcis in tempore
– Clauso Chronos
– Virent prata
– Exiit diluculo
“CARMINA LUSORUM ET POTATORUM*
– In taberna quando sumus
– Bache bene venies
“CARMINA DIVINA
– Flete fideles anime
– Michi confer venditor
Il Codex Buranus, manoscritto compilato tra il XII e la prima parte del XIII secolo e conservato in un monastero della bassa Baviera, contiene una raccolta di liriche, (presumibilmente opera di autori sia latini che germanici) redatte in latino medievale ed in medio alto tedesco. La raccolta può essere considerata, per numerosi motivi, una delle più importanti pervenute dal Medioevo sino ai nostri giorni.
Nel manoscritto ad una parte delle liriche è affiancata la notazione di una linea melodica sulla quale, è lecito presumere, tali liriche potessero essere “cantate”. La notazione musicale è di tipo neumatico adiastematico in campo aperto, ed è quindi nulla più di un semplice “pro memoria” grafico, utile non tanto a conservare una precisa idea musicale, ma piuttosto funzionale come richiamo mnemonico per quanti di questa idea musicale fossero già in possesso.
Grazie a studi, prevalentemente di natura comparativa, è stato però (recentemente) possibile ricostruire una parte di queste melodie. Si è per lungo tempo pensato di poter individuare in queste composizioni poetico-musicali l’espressione giocosa, burlesca, anarchica e , per certi versi, blasfema dei goliardi medievali; di quel “popolo plurinazionale “, spesso irriguardoso nei confronti del potere e proiettato verso l’effimero terreno, vagante lungo le strade del “sapere medievale”; individuandovi quindi elementi di autonomia innovativa precursori di un generale rinnovamento di pensiero, sia sociale che culturale ed economico, ancora prossimo a venire. Tale interpretazione si è rivelata fortemente oberata da vizi interpretativi di sapore tardo-romantico e, se non proprio scorretta, risulta essere perlomeno parziale. Al tempo della loro compilazione i cosiddetti “secoli bui” stavano già pienamente vivendo quel profondo rinnovamento culturale, sociale ed economico nel cui solco, e non quindi come isolato fenomeno precursore, vanno collocati i “Carmina Burana”.
In questo concerto il Dramsam propone al pubblico una selezione di Carmina “latini” (cioè redatti in latino medievale) organizzata secondo sezioni distinte dalle tematiche sviluppate nella componente testuale, tematiche alle quali, quasi sempre, corrisponde un adeguato “ambiente” musicale. Ambiente musicale che ha stimolato e motivato le scelte interpretative adottate:la severità ed il rigore morale dei Carmina Moralia trova adeguata sottolineatura nel vigore delle presenze strumentali e vocali; la leggiadria poetica e talvolta licenziosa dei Carmina Veris et Amoris (Canti sulla Primavera e sull’amore) trova soddisfazione musicale nell’impianto trobadorico dello stile esecutivo; la tensione ironica, folle e quasi dionisiaca dei Carmina lusorum et potatorum ( Canti di giocatori e bevitori) trova sfogo in quegli elementi musicali più propriamente caricaturali e popolareschi. Lo spessore, sia estetico che contenutistico, e la varietà di buona parte dei “Carmina” fanno dell’opera il prodotto di una moltitudine di voci diverse, di diverse forme di pensiero; forme tra le quali non faticheremo a riconoscere anche la nostra.

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Presidente Italia Medievale
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