Celeste gaudium

Venerdì 16 ottobre 2009, alle ore 20.30, presso la Chiesa di San Pietro in Belluno, In Unum ensemble proporrà Celeste gaudium, un programma di musica sacra medievale a voci e strumenti dedicato al tema mariano elaborato fra il XIV e il XV secolo con immagini di pregnante valenza simbolica. Il concerto spirituale apre un ciclo di conferenze, Le Radici vive, che fa capo all’Istituto Superiore di Scienze Religiose, con il quale il Centro Studi Claviere, associazione di riferimento de La via al Santuario, ha aperto un dialogo proficuo su tematiche attinenti la spiritualità. L’iniziativa è promossa da entrambi gli enti, e sostenuta dalla Regione Veneto e dalla Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura in Provincia di Belluno.
Celeste gaudium include brani sia d’autore sia da codici di provenienza europea e italiana che attestano in particolare lo sviluppo e la generale diffusione del culto mariano fra il XII e il XV secolo. Tramite un percorso fra stili compositivi e generi musicali diversi si propongono immagini fra le più lucenti e vibranti del repertorio di poesia religiosa, nonché pregne di simbolismo, in particolare per i riferimenti all’acqua e alla luce e per la forza di risoluzione del contrasto insito fra i termini madre-figlia, vergine-puerpera, regale-umile, divino-umano. Il soffio dello spirito devozionale che sottostà ai brani musicali e al contesto rituale annesso si sposa adeguatamente con la lingua latina, dalla connotazione vocalica, ovvero di per sé musicale, la cui ricchezza di vocaboli spesso non ha corrispondenti in termini moderni. Nella realizzazione musicale si predilige la forma ciclica con narrazione strofica, ma non mancano esempi di forma aperta articolata in episodi conformemente alle immagini suggerite dal testo poetico. Contesto celebrativo di questo repertorio è sia lo spazio della chiesa (in specie modo le musiche d’autore e dai codici d’oltralpe) sia l’ambito processionale (in particolare il Llibre Vermell, proveniente da Monserrat, santuario montano presso Barcellona, e del Laudario di Cortona, in lingua vernacolare). Nel primo caso l’esecuzione è affidata essenzialmente all’organico vocale previsto dal testo musicale; il cammino dei pellegrini verso il luogo sacro era invece scandito dalla libera intonazione a voce e strumenti, autentica preghiera sonora.

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