A Cortina d’Ampezzo suoni di musica antica

A partire da sabato 30 gennaio e fino al 28 febbraio 2010, presso i locali del palazzo storico dell’ex Municipio di Cortina d’Ampezzo, una importante mostra espone antichi oggetti sonori costruiti tra il X e il XVIII secolo, strumenti preziosi perché depositari di antichi mestieri e storici repertori musicali. Suddivisa in tre sezioni, ordinate secondo la tipologia prevalente degli strumenti raggruppati in ordine di età, la mostra presenta oggetti a tastiera, a corde e a insufflazione naturale, in particolare flauti e strumenti ad ancia. Alle tre sezioni così articolate fanno da corollario alcuni esemplari di strumenti a percussione d’epoca medievale e rinascimentale.
Anticamente lo strumento sonoro non costituisce soltanto un oggetto finalizzato all’esecuzione musicale ma rappresenta anche un importante elemento d’arredo, un simbolo d’appartenenza culturale o sociale per coloro che ne dispongono. Retrocedendo nel tempo sino all’età medievale, si constata inoltre che spesso lo strumento musicale è direttamente a contatto con il corpo umano: appoggiato alle ginocchia – così era per l’organo, nella sua accezione di organo portatile e per il salterio, progenitore degli strumenti cordofoni da tasto; imbracciato ad altezza del petto – l’arpa e gli strumenti congeneri; imboccato per permetterne l’alimentazione tramite il soffio e sorretto dalle braccia – i tubi sonori in generale; ancorato ai fianchi o a tracolla – la symfonia e tamburo. In tutti questi casi lo strumento musicale risulta parte integrante di chi lo utilizza e gli dà vita nei contesti religiosi e sociali cui partecipa animandoli. Spesso l’uso dello strumento sottolineava il canto eseguito dal medesimo sonatore, come prevedeva l’antica prassi del cantare e suonare insieme, ampiamente attestata in ambito iconografico e letterario.
Con il passaggio dal Medioevo al Rinascimento, conformemente all’evoluzione della scrittura, della pratica e delle aspettative musicali, e con la progressiva estensione degli strumenti tramite nuove ricerche e conquiste in ambito costruttivo, questi si ampliano, si rinforzano, talora si appesantiscono, guadagnando in sonorità e possibilità tecniche offerte all’esecutore, ed emancipandosi, in particolare nel caso degli strumenti da tasto, dal sostegno umano. È il caso del clavicembalo e dell’organo, che diventeranno oggetti a se stanti, spesso veri e propri pezzi d’arredamento riccamente decorati sia all’interno che all’esterno.
L’esposizione di strumenti da tasto e con tastiera, indicativamente compresi fra il Mille e l’inizio del XVII secolo, consente di valutarne in concreto il processo evolutivo, sia all’interno del medesimo tipo costruttivo – ad esempio l’organo – sia nel rapporto di filiazione o parentela fra più esemplari differenti – è il caso di organistrum e ghironda. La comparazione, resa possibile dalla compresenza degli oggetti nella medesima sede, consente inoltre di valutare i casi più complessi di derivazione e di affinità, come avviene per quegli strumenti che inglobano in sé più d’un principio costruttivo e d’un mezzo di produzione del suono, ad esempio la corda e il tasto, o che prevedevano più tecniche esecutive: è questo il caso del pizzico e dell’arco.
L’allestimento, a cura della Dott.ssa Elena Modena e del Prof. Ilario Gregoletto, rientra nel progetto Luoghi dello Spirito e dell’Arte ideato dal Centro Studi Claviere di Vittorio Veneto, con il patrocinio e il contributo della Regione del Veneto e del Comune di Cortina d’Ampezzo.
Orario: tutti i giorni escluso il lunedì, dalle 14.00 alle 19.30.
Visite guidate a cura di Stefania Zardini Lacedelli, anche per gruppi e scolaresche.
Info: Centro Studi Claviere: 0438/57614 – 340/2122409 – claviere@alice.it
Stefania Zardini Lacedelli: 333/1651542 – steffyzl@libero.it

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Presidente Italia Medievale
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