Cantar di Pietre 2011

Rassegna internazionale di musica e cultura medievale e rinascimentale
27 agosto15 ottobre 2011
XXIV edizione – Cantone Ticino
Gerusalemme, che si creda o no, è per tradizione il luogo in terra dove Dio è intervenuto nella storia degli uomini. La Sua Parola e la promessa che essa contiene hanno dato un valore alla quotidianità di questa città e la Sua presenza nella città stessa si manifesta come elemento di centralità dello spazio e del tempo. Il tempo degli uomini, il tempo della memoria e della speranza trova il suo significato soltanto in riferimento all’eternità e a Gerusalemme, più che altrove, l’eternità è presente nel quotidiano della vita degli uomini come conseguenza della vocazione di questa città a essere il luogo privilegiato della santificazione del tempo. Eppure se si considera la sua storia e quella dei rapporti tra le tre grandi religioni essa appare come un simbolo di divisione. La sua storia è un lungo cammino segnalato da rivalità, conquiste, vendette, persecuzioni. La città porta ancora sulle pietre i segni di queste lotte secolari e le ferite che vi sono state inflitte in ogni epoca non si sono ancora cicatrizzate. La storia e le pietre di Gerusalemme riassumono le tragedie, combattimenti, gli avvenimenti sanguinosi che nel corso dei secoli hanno spaccato ebrei, cristiani, musulmani.
Gli ebrei che videro Salomone costruire il primo Tempio verso cui i pellegrini si dirigevano assolvendo ai precetti biblici, ma che videro anche il Tempio distrutto più volte dagli invasori. Non ultima la distruzione messa in atto dopo un lungo e serrato assedio dai Babilonesi, resa celebre anche grazie ai versi delle Lamentazioni che il profeta Geremia compose sulle rovine della città. Nonostante tutto Gerusalemme mantenne sempre (anche oggi) il suo ruolo di “oggetto dei desideri”: la distruzione fisica di Gerusalemme nel corso del regno di Nabucodonosor non estinse la “visione” di Gerusalemme. Dopo la caduta della città emerse un nuovo elemento: nacque la città ideale, la città imbevuta di spiritualità, ciò che si potrebbe definire una “Gerusalemme celeste” opposta ad una semplice entità fisica. Questa visione di una Gerusalemme suprema non è mai scomparsa e nei millenni seguenti è emersa sotto innumerevoli forme.
Si sviluppa attorno a questo dato di fatto il nostro desiderio di ripercorrere tutte le vicende, che l’Occidente ha sentito il bisogno di veicolare attraverso la musica, e abbiamo voluto focalizzare l’interessante contrasto tra l’aspetto celeste e il carattere impoverito della città terrena. Non è un caso, quindi, se l’edizione 2011 si apre con la riproposizione, da parte dell’ensemble Perlaro, delle atmosfere musicali e poetiche che furono conseguenza della visione di Gerusalemme come terra di conquista, ovvero le Crociate.
Di altro punto di vista sulla città santa si deve parlare pensando alla rappresentazione del Trio Borgonovo – De’ Mircovich – Zenattiche il nostro festival ha sostenuto nella produzione di una vera e propria ‘commedia musicale’ al cui centro vi è la Gerusalemme celeste popolata anche di santi poco conosciuti e meritevoli di essere scoperti con tutte le loro originalità. Del rapporto dell’umano con la città celeste nel Medioevo, ci darà testimonianza la singolare rappresentazione delle Confraternite di Gubbio e Costacciaro, in Umbria, con la penitenziale cantilena del Miserere e dello Stabat Mater, percorso processionale di purificazione.
Decisamente più votato al godimento della melodia è la proposta di Recitarcantandoin un percorso antologico sul tema gerosolimitano prima di lasciare spazio all’ensemble La Morrache sottolineerà l’esperienza musicale sul mare in viaggio verso Gerusalemme, dando voce ad una delle testimonianze insulari più entusiasmanti: quella di Cipro e della sua straordinaria Corte. Il canto in ebraico dei salmi sarà al centro del concerto del gruppo vocale BISCANTORESche darà voce alla tradizione che, superando i millenni della storia, rimane ancora oggi patrimonio del popolo d’Israele e della cristianità.
Il dolore per la distruzione di Gerusalemme, fermato nei versi del profeta Geremia, sarà incarnato nel suggestivo canto delle Lamentazioni proposto dall’ensemble Modulata Carmina, reso ancora più drammatico dall’atmosfera creata dall’utilizzo esclusivo di voci maschili.
Gerusalemme: simbolo, luogo, nostalgia sarà il suggestivo percorso dell’ensemble ADIASTEMA insieme all’organista VALENTINA LONGO la cui proposta affiancherà alla musica medievale anche composizioni barocche e contemporanee, a dimostrazione dell’attualità del tema e della tensione che la visione celeste della città santa è in grado di suscitare sia nell’animo dei compositori, sia nell’individuo che in essa ravvisa il luogo di partenza e la meta dell’esperienza umana.
Al grande compositore rinascimentale Tomás Luis de Victoria – nel 400.mo della sua morte – è dedicato il concerto di chiusura che con l’esecuzione del monumentale Officium defunctoruma 6 voci darà conto del concetto di quella Gerusalemme del cielo destinata ad accogliere per l’eternità. Ne saranno protagonisti l’ensemble De labyrintho diretto da Walter Testolin affiancato dalle voci di Adiastemaper l’esecuzione delle parti monodiche.
Una novità caratterizza l’edizione 2011, l’introduzione di un programma speciale intitolato Divertiamoci col Medioevo rivolto a ragazzi in età scolare. Hanno risposto con entusiasmo i componenti del Coro Clairièreche dopo aver trascorso quasi una settimana in un campus residenziale a Curzútt (Monte Carasso) sotto la guida di FRANCO RADICCHIA – esperto di musica medievale e di didattica con i ragazzi – porteranno in pubblico il risultato di questo esperimento, il cui scopo è quello di stimolare la fantasia dei ragazzi portandoli al di fuori del clamore della vita giornaliera, togliendo loro la sensazione ossessiva del tempo per il piacere della tranquillità e della serenità. I testi e le antiche musiche oggetto del lavoro, stimoleranno ed educheranno l’animo artistico di ogni giovane nel piacere e nella serenità del “far musica insieme”.
Dopo l’ulteriore successo della passata edizione, anche quest’anno torna l’appuntamento con il workshop dell’Antica Accademia. Una novità è prevista anche in questo caso, ed è costituita dalla proposta di frequentare su due livelli il workshop aperto a tutti gli appassionati. Il primoè pensato per chi non ha mai frequentato o per chi ritiene di ripetere l’esperienza, il secondo livello è pensato invece per chi ha già frequentato questo appuntamento o ha già esperienza nel campo della musica vocale. Il lavoro sarà svolto in collaborazione con il Centro Studi di Canto Gregoriano “Luigi Agustoni”, sotto la guida apprezzata di due esperti quali sono BRUNA CARUSO e MASSIMO ANNONI.
Ancora una volta siamo convinti che gli sforzi non indifferenti sia in termini organizzativi, sia in termini economici, saranno ripagati dal sostegno e dall’apprezzamento di un pubblico che ci è sempre stato vicino riconoscendoci l’alta qualità delle proposte e il legame con il territorio.
Un segnale per noi indispensabile che si affianca al riconoscimento del Réseau européen de musique ancienne che chi annovera quale unico festival svizzero.
Giovanni Conti
direttore artistico di “Cantar di Pietre”
Tutte le info sul sito ufficiale: www.cantardipietre.ch.

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Presidente Italia Medievale
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