Astrolabio: Roberto Ottaviano in tour

195Da lunedì 6 a mercoledì 8 marzo 2017 a Bollate (Mi), Bari e Lecce tre appuntamenti con Astrolabio, ultimo progetto discografico del sassofonista Roberto Ottaviano, prodotto dall’etichetta discografica salentina Dodicilune e promosso con il sostegno di Puglia Sounds.
Ottaviano, nel disco e sul palco, è affiancato da tre altri straordinari musicisti che rispondono ai nomi di: Gianluigi Trovesi (clarinetto alto), Glenn Ferris (trombone) e Michel Godard (tuba, serpentone, basso). Il mini tour partirà lunedì 6 marzo 2017, ore 21.30 circa, dall’Auditorium Don Bosco di Bollate, in provincia di Milano, nell’ambito della ventunesima edizione di “Conoscere il jazz”, rassegna organizzata dall’associazione Bollate Jazz meeting che quest’anno è dedicata alle produzioni pugliesi con la direzione artistica di Gianluca Petrella.
Martedì 7 marzo 2017, invece, l’appuntamento è al Teatro Forma di Bari per la rassegna “Nel Gioco del jazz”. Ultima tappa mercoledì 8 marzo 2017, presso la Fondazione Palmieri nella Chiesetta di San Sebastiano di Lecce.
L’Astrolabio era uno strumento che misurava l’altezza apparente degli astri sull’orizzonte. Qui diventa il suono di quattro strumenti a fiato che si compatta e diventa nuova macchina immaginifica per guidare il viandante alla ricerca della mèta. Così in una combinazione tra passato e futuro, tra scienza e fede, sapere e sentire, questo quartetto di argonauti viaggiatori guidato da Roberto Ottaviano evoca percorsi e terre lontane nel tempo e dal respiro ritmico misterioso approdando nelle nuove costellazioni dell’immaginazione sonora. Attraverso l’elaborazione di brani ispirati ad antichi codici e tra oriente ed occidente, viene ricostruito un affresco su di un crocevia, luogo di residenze, passaggi e partenze per la Terra Santa, variamente popolato.
16807600_10154135692126021_3450350699263501918_n“Attraverso la riscrittura e l’interpretazione contemporanea di pagine ispirate dall’antichità, immaginiamo un cavaliere come quell’Antonious Block evocato dal Seventh Seal di Ingmar Bergman, accompagnarsi nel suo lento viaggio sulle strade, attraverso i borghi, verso gli antichi monasteri, ricreando le radici di un approccio culturale con i secoli passati che non sia semplicemente folklorico, ma entri nella profondità della psicologia dell’uomo medievale”, sottolinea Roberto Ottaviano. “Nel rapporto con Dio, la musica diventa strumento iniziatico e dialogante con il cielo rivestendo un ruolo decisivo e coinvolgente. Ringrazio Gianluigi , Glenn e Michel, che con la loro magica affabulazione hanno saputo diventare parte integrante di questo straordinario strumento di viaggio, ricerca e interrogazione”.
Roberto Ottaviano è nato a Bari nel 1957. Studia il sassofono con Federico Mondelci e Steve Lacy, composizione e arrangiamento con Bill Russo e George Russell. Dal 1979 svolge un’intensa attività concertistica e discografica in tutta Europa, collaborando con alcuni fra i più importanti musicisti americani ed europei. Come leader e come freelance ha modo di fare tournée in varie parti del mondo comparendo in alcuni fra i più importanti festival italiani e internazionali. Dal 1989 è titolare della cattedra di Musica Jazz presso il conservatorio Nicola Piccinni di Bari.
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