“La Lauda ritrovata” a Assisi

15826529_1214583678578623_2262636706034580843_nVenerdì 30 marzo 2018 alle ore 21,30 i migliori allievi dell’Accademia di Arti Antiche REsonArs, accompagnati dai propri insegnanti, eseguiranno due laudi quattrocentesche nella cattedrale di San Rufino a Assisi al termine della Via Crucis, durante la consuetudine popolare del “bacio di adorazione del Cristo Morto” da parte dei fedeli.
La proposta dell’Accademia REsonArs, “La Lauda ritrovata”, intende riscoprire una tradizione tramandata oralmente, che nel canto e nella musica trova la sua espressione di devozione popolare più schietta, quella della lauda musicata nella sua forma lirico-narrativa, e che assume un valore particolare proprio ad Assisi, dove la Pasqua è particolarmente sentita e dove, in aggiunta alle normali celebrazioni che avvengono durante il triduo pasquale, si rievocano anche altre due antiche tradizioni: la Scavigliazione, deposizione del crocifisso ovvero del Cristo morto, e la processione delle Confraternite, che si svolge  una prima volta al mattino, per trasferire il Cristo morto dalla cattedrale di S. Rufino alla basilica di S. Francesco, e una la sera, compiendo il percorso inverso.
All’intera realizzazione del progetto saranno chiamati ad intervenire tutti i soggetti che nella città di Assisi, a vario titolo, partecipano alla celebrazione processionale, ma sopratutto quella vasta schiera di attori popolari che sono la gente comune, i devoti, i fedeli o i semplici visitatori, che attraverso il canto saranno invitati a rievocare la Passione e la Morte di Cristo.

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Vespri solenni delle palme in latino e canto ambrosiano

scroll-stock20Domenica 25 marzo 2018 alle ore 16,00 a Lecco, nella Basilica di San Nicolò
“VESPRI SOLENNI DELLE PALME IN LATINO E CANTO AMBROSIANO”
La domenica delle Palme, che cade otto giorni prima della Pasqua, è la naturale introduzione alla Settimana santa: in essa non solo si commemora l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, ma si anticipa il mistero della Passione. I vespri ambrosiani di questo giorno presentano una magnifica sequenza di canti, che si snodano lungo le tre sezioni che scandiscono la celebrazione. La prima sezione è il lucernario, un rito della luce, all’interno del quale si intona l’inno Vexilla regis prodeunt di Venanzio Fortunato, citato da Dante nell’Inferno: è l’inno della Santa Croce, che nella liturgia ambrosiana tradizionale si canta nei primi giorni della Settimana santa. La seconda sezione dei Vespri è dedicata al canto dei salmi e culmina con il Magnificat, che accompagna la solenne incensazione dell’altare. Infine vi è la parte stazionale, che comporta una processione al fonte battesimale, memoria e anticipazione della Pasqua. Ai Vespri fa seguito il rito della Benedizione eucaristica con i tradizionali canti eucaristici eseguiti nei toni popolari a tutti noti.
Le esecuzioni musicali sono affidate all’ensemble Antiqua Laus diretto da Alessandro Riganti, uno dei migliori gruppi vocali specializzati nel repertorio ambrosiano. Fondato nel 2008, ha cantato in moltissimi concerti e liturgie, ha all’attivo vari CD e ha promosso lo studio e la pubblicazione di manoscritti che tramandano il canto ambrosiano nelle varie epoche storiche. All’organo il maestro Massimo Borassi.

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Corso di canto Gregoriano

29356939_348365848992981_2141183686891012096_nL’Arcidiocesi organizza presso l’Abbazia di Sant’Antimo un corso di canto gregoriano sotto la direzione del maestro Livio Picotti. Il canto, tramite un lavoro di approfondimento sensoriale e percettivo, diviene strumento ideale di contemplazione e adorazione. Il corso prevede la partecipazione alle liturgie in canto gregoriano del triduo Pasquale. Info e prenotazioni 0577/286300 – abbazia@antimo.itwww.antimo.it

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Laudi fiorentine e canti gregoriani

manifesto-25-marzo-2018-339x480Domenica 25 marzo 2018 alle ore 21.00 nella Basilica di Santa Croce a Firenze I frati francescani conventuali della Basilica di Santa Croce, l’Associazione Culturale Amici di Santa Croce, Città di Vita e lo Studio Teologico per Laici di Firenze presentano:
Laude Fiorentine e Canti Gregoriani in preparazione alla Pasqua
Una bella occasione per fruire di una particolare meditazione musicale in preparazione alla Pasqua.
Musiche estratte dallo spettacolo Quem Queritis nato dal lavoro di trascrizione del Maestro Federico Bardazzi.
Trascrizioni: Laudario Fiorentino BNCF BR 18.
Soprani: Eva Mabellini Laura Andreini
Tenore: Francesco Marchetti
Flauti: Marco Di Manno
Clavicembalo: Dimitri Betti
Percussioni: Ugo Galasso
Voci Recitanti: Silvia Bargellini e Paolo Spennato
Corale Santa Cecilia
Direttore del Coro: M° Andrea Sardi
Coordinazione scenica: Eva Mabellini
Direzione Artistica: Silvia Bargellini
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.
Ingresso per il pubblico dalle 20.30 dalla porta laterale della Basilica , Largo Bargellini.
Vi aspettiamo!

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Hail! Bright Cecilia!

29178021_1757362141069821_6573935681594028337_nMercoledì 21 marzo 2018 alle ore 21,00 nella splendida cornice della Chiesa di San Teonisto a Trieste, l’Ensemble Kalicantus racconterà con l’offerta musicale Hail! Bright Cecilia! la storia della musica antica declinata al femminile.
Da Ildegarda di Bingen a Vittoria Aleotti, un viaggio attraverso alcune delle pagine musicali più affascinanti e meno conosciute della musica antica.
21 marzo: primo giorno di primavera, compleanno di Johann Sebastian Bach … e Giornata Europea della Musica Antica.
Festeggiatela con noi, perché la Musica Antica è Viva e il futuro ha un cuore antico!
Hail! Bright Cecilia!
Ensemble Kalicantus
Mercoledì 21 marzo 2018
Chiesa di San Teonisto – Treviso – ore 21.00 – € 10,00
Info biglietti: 0422.5121. Biglietti online clicca qui !

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Giovanna d’Arco e l’albero della vita

5aa18732c39c62-10954576In occasione della Giornata Europea della Musica Antica, i Concerti del Conservatorio Tartini in collaborazione con il Festival Wunderkammer – Trieste, propongono mercoledì 21 marzo 2018 alle 20.30 in Sala Tartini “Giovanna D’Arco e l’Albero della Vita”, con protagoniste due note concertiste del repertorio antico, Claudia Caffagni voce, liuto e salterio e Paola Erdas, clavisimbalum e salterio.
Si tratta di un vero e proprio allestimento scenico su musiche di Gilles de Binchois, Guillaume Dufay, Thomas Morton e anonimi francesi e italiani. Annalisa Metus e Carlo Villa firmano paper engineer e light design. Il concerto riporta al bosco di Domremy, la piccola cittadina in cui nacque Jehanne d’Arc. In questo bosco vi era una fontana e un albero speciale, chiamato Albero di Maggio o Albero della Vita, e da tempi immemorabili le giovani donne del villaggio andavano in questo luogo di pace per chiedere alla Vergine Maria la grazia di essere felici, con un fidanzato o con la venuta di un bambino.
Ed è qui, in un luogo di culto, da sempre frequentato per la sua energia benefica, che la giovanissima Jehanne sente le voci che la spingeranno alla folle e incredibile avventura di spiritualità e di guerra per il Delfino di Francia contro gli Inglesi e i Borgognoni. Ed è intorno a questo albero che lo spettacolo si anima: un albero le cui fronde fanno da schermo per la proiezione di immagini tratte dal film di Carl Theodor Dreyer, illustrando i sentimenti e le pulsioni emotive che animano la prodigiosa pulzella. Al contempo, le musiche, coeve alla vicenda storica, raccontano attraverso i testi cantati, gli stati d’animo di Jehanne, la sua devozione, le sue paure, la sua fede incrollabile, il suo coraggio, in un dialogo costante con le suggestive immagini proposte. Modernità e Musica Antica uniti per dare nuova vita a Jehanne d’Arc.
Come sempre l’ingresso è gratuito, previa prenotazione. Info 040.6724911, www.conservatorio.trieste.it.
Paola Erdas è cembalista dai molteplici interessi e dal repertorio ampio e poco convenzionale. Inizia gli studi con D. Petech e prosegue con K. Gilbert al Mozarteum di Salisburgo. Attiva anche nel campo della ricerca musicologica, pubblica per la Ut Orpheus di Bologna. I suoi sei CD solistici hanno ricevuto ampi consensi dalla critica internazionale e sono stati per la maggior parte registrati su preziosi strumenti storici. Molte le sue collaborazioni, che spaziano tra i vari repertori e generi musicali ed artistici in generale: con il liutista Rolf Lislevand, con il tablista Shyamal Maitra, con il giovanissimo violagambista Andrè Lislevand, ecc…  Con lo spettacolo “Su Cantu in sas Laras” creato da Sergio Ladu e incentrato sulla musica sarda, si è prodotta anche in veste di attrice e autrice di testi, oltre che musicista. Con Claudia Caffagni crea uno spettacolo sulla scrittrice Cristina da Pizzano, e con Daša Grgič il progetto DIH-respiro sulla corporeità della musica e sul respiro della danza. Insieme ad Andrea Lausi è cofondatore del Festival Internazionale di Musica Antica Wunderkammer di Trieste. È docente di Clavicembalo nei Conservatori di Messina e Trieste.
Claudia Caffagni ha iniziato lo studio del liuto sotto la guida del padre all’età di tredici anni. Ha successivamente studiato con J. Lindberg, conseguendo il diploma al Royal College of Music di Londra nel 1989, e con H. Smith. Ha studiato canto con Elisabetta Tandura. Nel 1986 è stata fra le fondatrici dell’ensemble di musica medievale laReverdie, con il quale svolge un’intensa attività concertistica e discografica (Arcana), sia in qualità di liutista che di cantante. Nel 1994 ha conseguito “cum laude” la Laurea in Architettura presso lo IUAV di Venezia. È stata artista protagonista della rivista Amadeus nel numero di ottobre 2017. Dal 1998 tiene regolarmente seminari e master classes in Italia e all’estero come specialista del repertorio medioevale. Ha insegnato liuto medievale e Notationskunde presso la Staatliche Hochschule für Musik di Trossingen (2008-2015). Attualmente è coordinatrice dell’Istituto di Musica Antica della Civica Scuola di Musica “C. Abbado” di Milano dove dal 2007 è docente di Musica Medioevale.
Annalisa Metus ha studiato architettura (Università di Ferrara) e DAMS (Università di Trieste); è diplomata in Canto e in Musica e Nuove Tecnologie (Conservatorio “G. Tartini” di Trieste). Dal 2016 è curatrice di miniW, sezione per bambini della rassegna internazionale di musica antica Wunderkammer, per la quale progetta e realizza gli impianti scenici e tiene laboratori artistici per bambini. Svolge attività professionale come paper engineer free lance e da cinque anni focalizza la sua produzione artistica nell’ambito del movable (“libro animato”) realizzando allestimenti museali e teatrali, installazioni e libri d’artista, modelli in scala e supporti per la divulgazione scientifica. Tiene regolarmente laboratori creativi per bambini e ragazzi (Barcolana49, Festival Wunderkammer, Trieste Next, In\visible cities urban festival, Contaminazioni digitali, Trieste Film Festival, 2017), presso scuole e pro bono (Fondazione Luchetta Hrovatin Ota D’Angelo).
Carlo Villa, cresciuto alla luce dell’esperienza pittorica paterna, muove i primi passi nel mondo dello spettacolo nell’underground milanese della fine degli anni ’70 fino ad iniziare la propria attività professionale con l’Ensemble Havadià di Moni Ovadia. In seguito nasce il desiderio di approfondire la conoscenza espressiva della luce in relazione agli eventi spettacolari ed agli spazi che li accolgono; ha inizio così un’intensa serie di collaborazioni con registi, musicisti, coreografi, scenografi e architetti che arricchiscono progressivamente la consapevolezza delle potenzialità dello “strumento luce” quale linguaggio dialogico tra architettura e musica in particolare. Accanto al teatro, si intensificano le collaborazioni musicali: con Wim Mertens (Festival Carte di Atlante), e poi Il Canto delle Pietre, Cantar di Pietre, Gaudete Festival. Il linguaggio espressivo prosegue con l’esperienza “psichedelica” di “Oraritmos” (Quartetto di Percussioni Orizzontali) e col visionario utilizzo del video quale elemento pittorico complementare alla luce in “Vivifice Spiritus Vitae Vis” di G. Morini, e all’approccio più scarno, ma fortemente emotivo, con l’Ensemble laReverdie.

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Il mottetto italiano nel XV secolo

dufay1Sabato 17 marzo 2018 alle ore 14.00 presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, Auditorium, Villa Simonetta, in Via Stilicone 36 – Milano
Nell’ambito della quinta edizione del Seminario annuale di Musica Medievale svolto da Claudia Caffagni, in collaborazione tra la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano e la Fondazione Levi, dedicato al mottetto italiano del Trecento, il prof. Rodobaldo Tibaldi dell’Università di Pavia/Cremona terrà il secondo dei due interventi didattici di approfondimento, aperto a tutto il pubblico interessato, su “Il mottetto italiano nel XV secolo: la sintesi e le nuove vie”.
Si metterà in luce il ruolo del mottetto nella tradizione polifonica italiana e la sua influenza su compositori francofoni in Italia fra Trecento e Quattrocento, in primis Ciconia e Dufay, figure di sintesi delle esperienze compositive italiane e francesi, approdo della splendida tradizione tardo-medioevale e punto di partenza di un nuovo pensiero musicale.
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