Stabat Mater, arte e musica online per il Venerdì Santo

91965005_2934586396609309_1583121492151894016_oUn evento di arte e musica on line per riflettere e vivere insieme, seppure “a distanza”, il tempo di Pasqua. E’ quanto propone l’associazione culturale “Medea” che ha organizzato, in collaborazione con Radio Incredibile, un intervento musicale in occasione del Venerdì Santo. Venerdì 10 aprile 2020, alle ore 15,00  in diretta sulla pagina Facebook dell’associazione Medea, Nazzareno Menzietti illustrerà l’opera la “Crocifissione” di Carlo Crivelli, databile al 1485. Quindi il controtenore Nikos Angelis eseguirà la celebre sequenza gregoriana dello Stabat Mater, il cui testo ispirò tutte le successive composizioni musicali dal medioevo fino alla musica contemporanea.
Per analogia con alcune laude in volgare sul tema dell’Addolorata, per esempio Donna de paradiso, la tradizione attribuisce la paternità delle parole al monaco francescano Jacopone da Todi (ca. 1230-1306), tesi assai discussa dalla critica moderna. Tuttavia, osservando le caratteristiche formali e la maggior parte delle fonti pervenute, è possibile stabilire un limite cronologico del testo al XIII secolo.
Si tratta di una preghiera di intensa efficacia rappresentativa. La Madre assiste, in lacrime ai piedi della croce, alle pene inferte a suo figlio Gesù Cristo. Nei primi versi c’è la descrizione della scena. Seguono una serie di interrogative che assumono, tutta la forza evocativa e drammatica del sommo sacrificio in vista della Redenzione.

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I “Carmina Burana” di Shen Wei su Rai 5

Carmina Burana - Teatro d San Carlo 2013Giovedì 9 aprile 2020 alle ore 18,00 va in onda su Rai5 (canale 23 del digitale terrestre) nell’ambito di Rai Cultura una versione coreografica dei Carmina Burana di Orff che si presenta come uno spettacolo di “arte totale”.
Commissionato dal Teatro San Carlo di Napoli, dove è andato in scena nel 2014, l’allestimento è firmato dal coreografo cinese di adozione newyorkese Shen Weiche ne ha curato coreografie, ideazione visiva, scene e costumi.
Per la prima volta, all’interno dell’opera di Carl Orff, sono stati eseguiti altri quattro brani tratti dal codice Cantiones Profanae, orchestrati su melodie di epoca medievale da Jordi Bernàcer.
Sul podio ci sarà il direttore spagnolo, per uno spettacolo che coinvolge tutte le forze artistiche del “Massimo” napoletano: l’Orchestra, il Coro diretto da Salvatore Caputo, il Coro di Voci Bianche diretto da Stefania Rinaldi e il Corpo di Ballo diretto da Alessandra Panzavolta, con trentadue danzatori del Lirico e sette della Shen Wei Dance Arts.
Le voci soliste sono il soprano Angela Nisi, il tenore Valdis Jansons e il baritono Ilham Nazarov.
Tra riferimenti agli elementi naturali, al Medioevo, al Rinascimento, Wei ha immaginato in chiave contemporanea la sua personale versione dei “Carmina”, con ballerini come figure astratte -alcuni con costumi simili a una seconda pelle- e cantanti prigionieri in statue di cui diventano anima.
Proprio le statue classiche, insieme con l’acqua (richiamo al mare e alla fonte della vita), sono i due riferimenti nello spettacolo alla città di Napoli, che, insieme con il San Carlo, ha definito “luoghi di grandezza culturale immensa”.
Cantata scenica composta da Carl Orff tra il 1935 e il 1936, parte del trittico Trionfi  e rappresentata per la prima volta nel ’37, Carmina Burana si basa su ventiquattro poemi in latino di epoca medievale, ritrovati presso il monastero di Benediktbeuern in Alta Baviera.
Il corpus affronta una varietà di argomenti, con canti di natura satirica e goliardica, altri di argomento amoroso e fortemente erotico, fino a quelli bacchici e a quelli che invitano al rigore morale e denunciano la corruzione.
L’universo dei Carmina è un racconto corale della condizione umana, sulla sua precarietà soggetta ai disegni della sorte e sulla natura dell’individuo incline alle passioni, alla convivialità ma anche alla brama di potere e di denaro. Per la sua opera Orff ideò una struttura divisa in tre sezioni che idealmente segue il “giro della ruota della Fortuna”.
Definito dalla critica “uno dei più grandi artisti del nostro tempo”, Shen Wei è un artista a 360 gradi.
Coreografo, regista, pittore, costumista, scenografo, light designer e calligrafo, nelle sue creazioni fonde le tradizioni orientali ed occidentali dando vita a performance sensazionali dal linguaggio assolutamente inedito ed innovativo, fantasioso e visionario, in cui il suo moderno vocabolario coreutico interagisce con le altre discipline artistiche.
Vincitori di numerosi premi, ultimo in ordine di tempo l’Audi Arts and Design Awards nella categoria “Artist of the Year”, dal 1994 Wei è chiamato per nuove commissioni dai principali teatri e festival del mondo, ed è inoltre autore di Site Specific Work tra cui la Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008.

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Ricercar una fantasia: il Liuto nell’Umanesimo

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L’Europa musicale dal Rinascimento al Barocco

savall-e-cJordi Savall, uno dei più raffinati e coinvolgenti interpreti della musica antica, torna martedì 18 febbraio 2020 alle 20.30 nell’Aula Magna della Sapienza di Roma per i concerti della Iuc (Istituzione Universitaria dei Concerti), da lui prescelta per tutti i suoi più recenti concerti romani, sempre accolti con grande favore dal pubblico. Personalità vivace e poliedrica, Jordi Savall non si limita a interpretare musiche rinascimentali e barocche, dirigendo e suonando la viola da gamba, ma è noto per essere stato tra i primi a riscoprire le tradizioni musicali extraeuropee antiche e per la partecipazione a film e documentari di argomento musicale. Questa volta, il maestro catalano invita a un viaggio ne “L’Europa musicale dal Rinascimento al Barocco“, eseguendo un raro repertorio di musiche strumentali spagnole, inglesi, portoghesi, italiane, tedesche e francesi. Con lui suonano altri due grandi interpreti della musica antica, Rolf Lislevand (vihuela e chitarra) e Andrew Lawrence-King (arpa doppia), entrambi membri di Hespérion XXI, l’ensemble fondato dallo stesso Savall. Di ognuna delle nazioni toccate in questo viaggio saranno proposti gli autori più significativi e i generi musicali più tipici, realizzando un suggestivo affresco musicale dell’Europa tra il Rinascimento e il Barocco, con particolare attenzione agli scambi musicali tra i vari paesi, da sempre uno degli aspetti indagati da Savall. Dalla Spagna le recercadas di Diego Ortiz sopra melodie popolari (la Follia, il Ruggero, la Romanesca, il Passamezzo). Dall’Inghilterra i “Musical Humours” di Tobias Hume.L’origine delle Romanesche è chiaramente indicata dal nome, ma furono riprese in tutta l’Europa e anche nel Nuovo Mondo, per esempio dallo spagnolo Diego Ortiz e da anonimi inglesi e messicani. Dall’Italia vengono gli estratti musicali di due eventi che fecero epoca: la “Rappresentazione di Anima e di Corpo” (Roma, 1600) e “Il Ballo del Granduca” (Firenze, 1589). Dalla Germania un’Allemanda di Johann Sebastian Bach e l’Aria burlesca di Johannes Schenck, un antico collega di Savall, in quanto anch’egli era un virtuoso della viola da gamba. Dalla Francia le “Voix humaines” e le “Folies d’Espagne” di Marin Marais, il compositore del barocco francese a cui lo stesso Savall diede la voce musicale, eseguendo le sue composizioni nel film “Tutte le mattine del mondo” di Alain Corneau (1991) che rievoca la rivalità tra lo stesso Marais e Sainte-Colombe all’epoca di Luigi XIV. E per finire, improvvisazioni d’epoca di Francisco Correa de Arauxo sul canto religioso “Todo el mundo en general”, di anonimo sulla danza spagnola Canario, di Antonio Valente sopra la “Gallarda napolitana”.

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Visite guidate e musica medievale e rinascimentale

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Musiche dagli antichi codici dell’epoca carolongia

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Metamorfosi: un viaggio fra il Trecento e il Quattrocento

men1437-2-scaled-1000x1000-1Giovedì 13 febbraio 2020 alle ore 21,00 nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini (Via di Città 89 a Siena) ricomincia Tradire –Le radici nella musica, la serie di incontri con musicisti che esplorano le più diverse tradizioni musicali alla ricerca di nuove sonorità. Rifatti è il tema del 2020.
Peppe Frana, al liuto e al chitarrino medioevale, e Federica Bianchi al clavisymbalum saranno gli ospiti del primo appuntamento intitolato Metamorfosi, un viaggio sonoro negli anni a cavallo fra il Trecento e il Quattrocento, quando alcuni straordinari musicisti decisero di trascrivere canzoni, cacce, ballate e altre composizioni vocali per suonarle con i nuovi strumenti dotati di tasti. Nacque così l’intavolatura, un modo alternativo di scrivere la musica ancora oggi in uso fra i chitarristi rock, inventato proprio per indicare i gesti delle mani sulle tastiere di organi, liuti e dei primi cembali. Dopo aver perso il legame originario con i versi poetici da intonare, le musiche diventavano qualcosa da “toccare”. I musicisti preferirono dimenticare le parole per sentire sotto le dita la consistenza di passioni senza ancora un nome.
Oggi, per ritrovare quel suono antico ormai perduto, siamo costretti a reinventarlo mettendo insieme quel che sappiamo del pensiero dei compositori, del gusto degli ascoltatori, degli strumenti e del modo di suonarli. Peppe Frana e Federica Bianchi ci guideranno all’esplorazione di quel mondo musicale affascinante quando sulle corde pizzicate di un liuto e di un cembalo si ritrovavano le voci ormai senza parole, alla ricerca di una nuova lingua per parlare ancora.
Federica Bianchi ha dedicato gli ultimi vent’anni all’indagine sulle sonorità antiche, vincendo premi internazionali e collaborando con alcuni fra i maggiori interpreti del barocco. Il suo disco con l’Ensemble La Fonte Musica ha vinto il Diapason d’or 2017. La sua curiosità non poteva non essere stimolata dall’incontro con Peppe Frana, magnifico polistrumentista campano, fra i più apprezzati solisti e insegnanti di liuto medievale, a cui accosta la profonda conoscenza dell’oud e di molti altri strumenti di area mediorientale. Collaboratore allo stesso tempo di artisti come Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Ross Daly, Ensemble Micrologus, per Frana non ci sono confini fra generi e pratiche musicali. L’importante è che non manchi il gusto della scoperta, un piacere condiviso con Federica Bianchi.
L’appuntamento di Tradire, come sempre condotto da Stefano Jacoviello, sarà preceduto a partire dalle 20:30 da una degustazione di vino abbinato alla musica suonata a cura di Argiano. Tradire è una iniziativa dell’Accademia Chigiana, realizzata con l’Università di Siena e con il supporto di FMPS e SienaJazz.
L’ingresso è gratuito. Per info e prenotazioni: www.chigiana.orginfo@chigiana.it, Tel: 0577220927.

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La musica al tempo di Leonardo

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Cantiga de Sancta Maria a Monte Senario

img-20200124-wa0025-2Domenica 16 febbraio 2020 alle ore 17.30 presso l’Abbazia di Monte Senario (FI) si tiene il Concerto con ingresso libero “Cantiga de Sancta Maria” sec XIII.
Percorso  di  brani  medievali  per  arpa  e  voce di  soprano  dell’area  mitteleuropea: dal Laudario  di  Cortona  sec XIII, dal Llibre  Vermel  de Montserrat, sec XIV, Alfonso X re de Castiglia, dalla tradizione anglosassone  e bretone.
Antonella Natangelo arpista, soprano, compositrice, propone un programma di musica medievale per arpa e voce di soprano nella  magnifica chiesa del convento di Monte Senario. “La Musica nei luoghi di culto è trascendenza, èsublime, è un dono….” cosi la musicista  definisce l ‘arte  dei  suoni.
Il santuario di Monte Senario è uno dei più importanti santuari della Toscana e si trova sulla collina omonima a nord della città di Firenze, nel comune di Vaglia. Nel dicembre 1917 papa Benedetto XV lo elevò al rango di basilica minore.
Indirizzo: Via di Montesenario 3474A, 50036 Convento Monte Senario (FI)

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Il meglio della musica religiosa medievale con i Micrologus

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