Da Machaut ai Metallica

862209_2257339165cb487fb24eba5995e93bf2mv2Mettere insieme la musica medievale con il rock e la barocca con il metal può sembrare un azzardo. Appaiare le note raffinate e vellutate della classica alle taglienti rasoiate dell’heavy metal appare una follia. La musica cosiddetta colta è lontana anni luce da generi nati a secoli di distanza, sia per sonorità e stilemi, sia per concezione e sensazioni prodotte. E’ dunque curioso (ed estremamente stimolante) «Da Machaut ai Metallica», il concerto proposto dalla Stefano Tempia e ospitato lunedì 5 febbraio 2018 alle ore 21,00 al Teatro Vittoria di Torino. Protagonista l’Achrome Ensemble impegnato in quello che è un vero e proprio viaggio tra l’antico e il moderno, un percorso sonoro che attraversa i continenti e le epoche e che dal Trecento arriva fino alla contemporaneità.
Il gruppo di musicisti, formato da Antonella Bini al flauto, Marco Sorge al clarinetto, Yoko Morimyo al violino e viola, Emanuele Rigamonti al violoncello, Gabriele Rota al pianoforte e Alessandro Perissinotto alle percussioni, diretti da Marcello Parolini, sarà impegnato con un programma vario e multiforme che mescola stili e linguaggi. Il binomio classica e metal, al contrario di come si potrebbe pensare, è praticamente perfetto e, nonostante questa stramba unione faccia inorridire i puristi dell’una o dell’altra fazione, numerosi sono gli esempi nella storia della musica che sanciscono gli effetti positivi di queste combinazioni.
Sarà quindi necessario approcciarsi alla serata sgombrando la mente da preconcetti e storicizzazioni, lasciandosi trasportare dalla magia della musica. Verranno interpretate pagine dal sapore differente, a cominciare dal compositore fiammingo che regala la prima parte del titolo, Johannes Ockeghem, considerato un genio del contrappunto. Ci sarà pure «The great gig in the sky», quinta traccia di «The dark side of the moon», capolavoro dei Pink Floyd, che è un chiaro esempio di come un brano rock evocativo e potente diventi una perfetta trasposizione sinfonica. Se a chiudere saranno i Metallica con «Fade to Black», una ballata densa di commozione e sentimento caratterizzata da una dinamicità ottenuta dal contrasto dell’accostamento di velocità e lentezza, ci sarà spazio anche per la prima cittadina di «VI Improvviso» del torinese Gilberto Bosco.

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Presidente Italia Medievale
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