Patrizia Bovi – canto e arpa, buccina
Goffredo Degli Esposti – flauto e tamburo, flauto traverso, cornamusa
Gabriele Russo – viella, ribeca, buccina
Simone Sorini – canto, liuto, chitarra latina
concerti and iniziative and medioevo 7:21 am
iniziative and medioevo and mostre 8:19 am
artisti and discografie 7:29 am
concerti 2:27 pm
concerti 8:43 am
Domenica 20 dicembre 2009, alle ore 20, ad Airola (BN), presso la Chiesa di San Pasquale si terrà la rassegna concertistica “Musicometa”, giunta alla X edizione organizzata dall’Associazione Culturale/Accademia Musicale ‘ANASP/ACLI progetto Musica’ di Airola e dall’Associazione Culturale ‘Ave Gratia Plena’ di Limatola.
L’Ensemble di musica antica Aquila Altera è stato invitato dal Comitato Lombardia Europa Festival a tenere due concerti per la prestigiosa rassegna concertistica: Autunno musicale di Como giunta quest’anno alla sua quarantatreesima edizione.
Il gruppo aquilano eseguirà un programma dal titolo “Cur Deus homo?”- S. Anselmo e l’uomo medievale - sulla figura di S.Anselmo di Aosta Vescovo e filosofo altomedievale di cui quest’anno ricorre il nono centenario della morte.
Aquila Altera si esibirà a Como lunedì 14 dicembre 2009 nella Chiesa di S. Eusebio alle ore 21,00 e martedì 15 dicembre 2009 sempre alle 21,00 presso il Convento Francescano del Sacro Cuore di Cermenate (CO) e l’organico sarà formato da Maria Antonietta Cignitti canto arpa, Giampiero Cicino canto, Antonio Pro liuto, chitarrino,voce, Luciana Mattioli flauti dritti, flauto doppio, cornamusa, voce, Marco Giacintucci vielle, cornamusa, voce, Massimiliano Dragoni campane, percussioni, voce.
Il Programma che verrà eseguito dalla Schola Gregoriana di Venezia diretta da Lanfranco Menga, propone una interessante scelta di brani tratti dal repertorio liturgico-musicale dell’Avvento e del Tempo di Natale tratto da fonti di area veneta, quindi caratterizzato dalla presenza di composizioni, in particolare Tropi e Sequenze, tipiche di un’area geografica che vedeva in Venezia, Padova e Aquileia alcuni tra i centri più attivi nella produzione e nella conservazione delle tradizioni musicali locali.
La liturgia della Basilica di San Marco a Venezia presenta vari motivi di interesse, sia per le vicende storiche che portarono la sede del Patriarcato da Aquileia a Venezia, sia per alcuni aspetti propri del repertorio musicale: un documento particolarmente significativo è in tal senso il Graduale di San Marco, risalente alla prima metà del XIII secolo ed attualmente conservato alla Staatsbibliothek di Berlino; in esso colpisce la ricca presenza di Tropi, cioè di aggiunte testuali e musicali ai brani preesistenti, in un’epoca in cui questo genere poetico-musicale, sviluppatosi a partire dall’età carolingia, si avviava lentamente a scomparire dalla Liturgia; inoltre questi Tropi presentano spesso delle caratteristiche di tipicità, essendo strettamente legati alle tradizioni locali, oppure indicano una influenza esterna, come nel caso del “confractorium” che introduce l’Agnus Dei, tipico del repertorio ambrosiano-milanese.
Analogo discorso si può fare per il repertorio della cattedrale di Padova, ricco di spunti drammaturgici come nella farcitura all’Epistola dell’Epifania Resonet intonet, o di originali elementi locali, come i Responsori prolissi del Mattutino per le Domeniche di Avvento.
Un caso a parte rappresenta Aquileia che con la sua gloriosa tradizione liturgico-musicale, gelosamente custodita nei secoli, ci ha trasmesso alcuni esempi che testimoniano la bellezza e la ricchezza di un repertorio particolarmente originale e caratteristico, come il Responsorio “cum prosa” O Maria clausa porta.
Dai raffronti con repertori coevi si possono notare analogie e contatti tra queste tradizioni di area veneta e altri ceppi liturgici, come il sangallese, il bolognese, il milanese, a testimonianza di una loro costante vitalità sviluppatasi per tutto il Medioevo; inoltre il carattere tendenzialmente conservatore di questi repertori locali permette di collegare alcuni importanti tasselli per la ricostruzione del complesso mosaico della monodia medievale.
In programma a Bassano del Grappa (VI), Chiesa di S. Francesco, mercoledì 23 dicembre 2009 con inizio alle ore 20,30.
concerti and iniziative 7:38 am
Durante il Trecento si assiste in Europa ad un vero e proprio stravolgimento artistico-culturale e socio-politico: la nascita delle Signorie e lo sviluppo del pensiero umanista fanno sì che tutti i settori dell’arte e della cultura muovano verso una sempre maggiore laicizzazione. L’uomo con le sue passioni e i sentimenti diviene la principale fonte di ispirazione per gli artisti. In questo periodo la musica raggiunge la dignità di arte autonoma, in un processo di emancipazione che vede da un lato lo svilupparsi delle forme contrappuntistiche polifoniche anche in ambiente profano e dall’altro il riscatto in forme colte di temi e forme “volgari” come il madrigale e la ballata. Questo fenomeno prende il nome di Ars Nova dall’omonimo trattato di Philippe de Vitry. In questo clima di generale rinnovamento le corti italiane di Roma, Padova, Venezia, Mantova, Ferrara ma soprattutto di Firenze divengono i principali centri europei di produzione musicale e di diffusione di questa nuova sensibilità, luoghi in cui circolano i maggiori esponenti dell’Ars Nova europea attivando un fondamentale processo di scambio che prepara le basi per la nascita della musica rinascimentale e lo sviluppo dell’arte fiamminga che è la sua massima espressione.
E’ in questo clima che anche la danza riesce a raggiungere una dimensione cortese e per la prima volta il suo repertorio sia di musiche che di passi viene codificato ad opera di abilissimi danzatori professionisti.
I brani proposti dall’Ensemble Orientis Partibus in questo concerto vogliono offrire all’ascoltatore una panoramica delle forme e degli stili del ‘300. Sono Madrigali, Ballate e Danze capaci di evocare le atmosfere delle corti medioevali. Cantano l’amore platonico e la contemplazione l’ambiente incontaminato che faceva da sfondo all’uomo e ai sentimenti umani. La scelta interpretativa e la strumentazione dei singoli brani è stata determinata dall’attento studio delle fonti del tempo. Sono moltissime le immagini che illustrano la grande varietà di strumenti usati per accompagnare la voce ed allietare la vita cortese così come i testi che narrano di esecuzioni musicali in cui le angeliche voci di fanciulle e fanciulli erano alternate ai timbri più penetranti di flauti e vielle o a quelli più dolci dell’organo o dell’arpa. Gli strumenti utilizzati dall’ Ensemble sono fedeli ricostruzioni da fonti iconografiche di quelli utilizzati nel Medioevo.
Al Teatro Santa Cristina di Porano (TR), sabato 5 dicembre 2009 alle 21,15.