Musiche per un pellegrinaggio medievale sabato, gen 23 2010 

Martedì 26 gennaio 2010 presso la Biblioteca Comunale in Piazza della Repubblica, 1 a Todi, con inizio alle ore 21,00, l’Ensemble Micrologus terrà il concerto: “Musiche per un pellegrinaggio medievale”.
Un concerto con musiche del XIII secolo per seguire il viaggio, che può essere di andata (ma anche di ritorno), di un romeo, il pellegrino medievale. Attraverso l’Europa conosciuta, il pellegrino scopre un universo sonoro fatto di diverse lingue e generi musicali, incontra la musica religiosa e, anche, quella profana che si mescola e si confonde con questa, lungo le strade, le piazze e i mercati medievali. Un viaggio musicale che inizia con le laudi umbre, espressione originale dell’intensa attività delle confraternite, per passare alla grande produzione spagnola legata proprio al pellegrinaggio alla montagna sacra di Montserrat (dove si venera una Madonna Nera), per attraversare, poi, tutta la Francia, divisa culturalmente fra lingua d’oc e d’oil, e, infine, sbarcare in terra Inglese. Musiche e strumenti del XIII secolo, che ci svelano un universo sonoro ricco di contrasti e colori, un mondo pulsante e in fermento, tra la fine dell’epoca della cavalleria medievale, e dei suoi sogni, e l’inizio dei viaggi e delle attività commerciali della nascente, e pratica, “borghesia” dell’epoca.
Ensemble Micrologus
Patrizia Bovi – canto e arpa, buccina
Goffredo Degli Esposti – flauto e tamburo, flauto traverso, cornamusa
Gabriele Russo – viella, ribeca, buccina
Simone Sorini – canto, liuto, chitarra latina

A Cortina d’Ampezzo suoni di musica antica giovedì, gen 21 2010 

A partire da sabato 30 gennaio e fino al 28 febbraio 2010, presso i locali del palazzo storico dell’ex Municipio di Cortina d’Ampezzo, una importante mostra espone antichi oggetti sonori costruiti tra il X e il XVIII secolo, strumenti preziosi perché depositari di antichi mestieri e storici repertori musicali. Suddivisa in tre sezioni, ordinate secondo la tipologia prevalente degli strumenti raggruppati in ordine di età, la mostra presenta oggetti a tastiera, a corde e a insufflazione naturale, in particolare flauti e strumenti ad ancia. Alle tre sezioni così articolate fanno da corollario alcuni esemplari di strumenti a percussione d’epoca medievale e rinascimentale.
Anticamente lo strumento sonoro non costituisce soltanto un oggetto finalizzato all’esecuzione musicale ma rappresenta anche un importante elemento d’arredo, un simbolo d’appartenenza culturale o sociale per coloro che ne dispongono. Retrocedendo nel tempo sino all’età medievale, si constata inoltre che spesso lo strumento musicale è direttamente a contatto con il corpo umano: appoggiato alle ginocchia – così era per l’organo, nella sua accezione di organo portatile e per il salterio, progenitore degli strumenti cordofoni da tasto; imbracciato ad altezza del petto – l’arpa e gli strumenti congeneri; imboccato per permetterne l’alimentazione tramite il soffio e sorretto dalle braccia – i tubi sonori in generale; ancorato ai fianchi o a tracolla – la symfonia e tamburo. In tutti questi casi lo strumento musicale risulta parte integrante di chi lo utilizza e gli dà vita nei contesti religiosi e sociali cui partecipa animandoli. Spesso l’uso dello strumento sottolineava il canto eseguito dal medesimo sonatore, come prevedeva l’antica prassi del cantare e suonare insieme, ampiamente attestata in ambito iconografico e letterario.
Con il passaggio dal Medioevo al Rinascimento, conformemente all’evoluzione della scrittura, della pratica e delle aspettative musicali, e con la progressiva estensione degli strumenti tramite nuove ricerche e conquiste in ambito costruttivo, questi si ampliano, si rinforzano, talora si appesantiscono, guadagnando in sonorità e possibilità tecniche offerte all’esecutore, ed emancipandosi, in particolare nel caso degli strumenti da tasto, dal sostegno umano. È il caso del clavicembalo e dell’organo, che diventeranno oggetti a se stanti, spesso veri e propri pezzi d’arredamento riccamente decorati sia all’interno che all’esterno.
L’esposizione di strumenti da tasto e con tastiera, indicativamente compresi fra il Mille e l’inizio del XVII secolo, consente di valutarne in concreto il processo evolutivo, sia all’interno del medesimo tipo costruttivo – ad esempio l’organo – sia nel rapporto di filiazione o parentela fra più esemplari differenti – è il caso di organistrum e ghironda. La comparazione, resa possibile dalla compresenza degli oggetti nella medesima sede, consente inoltre di valutare i casi più complessi di derivazione e di affinità, come avviene per quegli strumenti che inglobano in sé più d’un principio costruttivo e d’un mezzo di produzione del suono, ad esempio la corda e il tasto, o che prevedevano più tecniche esecutive: è questo il caso del pizzico e dell’arco.
L’allestimento, a cura della Dott.ssa Elena Modena e del Prof. Ilario Gregoletto, rientra nel progetto Luoghi dello Spirito e dell’Arte ideato dal Centro Studi Claviere di Vittorio Veneto, con il patrocinio e il contributo della Regione del Veneto e del Comune di Cortina d’Ampezzo.
Orario: tutti i giorni escluso il lunedì, dalle 14.00 alle 19.30.
Visite guidate a cura di Stefania Zardini Lacedelli, anche per gruppi e scolaresche.
Info: Centro Studi Claviere: 0438/57614 – 340/2122409 – claviere@alice.it
Stefania Zardini Lacedelli: 333/1651542 – steffyzl@libero.it

Simone Sorini e Micrologus – “Ecco la Primavera” mercoledì, gen 20 2010 

Concerto dell’Ensemble Calixtinus giovedì, gen 7 2010 

Sabato 9 gennaio 2010 alle ore 20 nella Chiesa Santa Maria La Nova a Terlizzi (BA) l’Ensemble vocale Calixtinus, propone un concerto incentrato sulla polifonia e l’arte dell’organum (improvvisazione vocale). Attraverso l’arte dell’ornamentazione citata da molti trattatisti medievali (Anonimo 4 Geronimo de Moravia, Guido d’Arezzo), le voci dei Calixtinus creeranno quelll’armonia verticale nata insieme al concetto dell’ archittettura gotica. Particolarità del concerto sarà l’esecuzione del Deus Misertus di Perotinus uno dei tre esempi più antichi di polifonia a quattro voci e brani dal mattutino per la festa di San Nicola di Myra (antinfone, responori, sequentia), raccolti nel Breviario 1 conservato nella biblioteca della Basilica di San Nicola di Bari, testimonianza di una tradizione francese trapiantata presso la Basilica barese all’epoca di Carlo II d’Angiò. Ingresso libero.

Pinturicchio musicam pinxit mercoledì, gen 6 2010 

Nel perfetto equilibrio di colori, plasticità delle forme e dovizia miniaturistica di particolari, la pittura di Bernardino di Betto detto il Pintoricchio fa vivere piazze, mercati, corti e palazzi: la vivacità e la freschezza del ritratto coincide con la squillante sonorità del quotidiano. Le sequenze mute immortalate dall’eccelso pittore sono state filologicamente tradotte dal gruppo di rinomati professionisti con altrettanta dovizia, dando voce alle sue immagini: lui le ha dipinte, loro le hanno musicate. Ascoltare i brani proposti dall’ensemble scorrendo le figurazioni del Pintoricchio, permette di gustare appieno una realtà trascorsa, ma non passata, immergendosi in una dimensione spazio-temporale assoluta di cui sono partecipi, contemporaneamente, svariate attività sensoriali.
L’estrema precisione nel ritrarre con competenza situazioni e comportamenti musicali, permette a Bernardino di codificare con elevato acume osservativo quanto l’udito menomato, per sue deficienze personali -considerato il nomignolo “sordicchio” affibbiatogli dal Maturanzio-, non riusciva a cogliere appieno. Pintoricchio illustra situazioni musicali come solo un ritrattista partecipe avrebbe potuto fare: il maestro rispetta equilibri e dinamiche sonore, cogliendo peculiarità costruttive e specificità esecutive; espressioni dei volti, sguardi, complicità, posture e reazioni degli strumentisti realmente vissute durante un’esecuzione. Allo stesso modo, lo studio attento dell’immagine ha condotto l’ensemble agli stessi armoniosi traguardi. La nutrita presenza di strumenti d’alta cappella, predominante per sua natura, non sopraffa le corde di vibranti liuti e vielle, così come Bernardino dipinge bombarde, cornamuse e tamburelli in secondo piano, più lontani visivamente ed acusticamente dall’ascoltatore in modo da non essere invasivi rispetto alle sonorità proposte.
Le ormai appurate conoscenze e competenze musicali di Pintoricchio possono essere valutate anche alla luce della profonda amicizia col cantore Serafino Aquilano, da lui mirabilmente ritratto, e della frequentazione di una corte pontificia altamente musicale come quella di Alessandro VI. Proprio qui, dalla Spagna, paese natale del papa, giunsero nuovi strumenti ed ancora, presso la cappella papale è attestata la presenza del compositore e drammaturgo iberico Juan del Encina. Anche il tema del tenor della Bassa di Castiglia, ripetutamente annotato nei codici perugini, mss G20 (o 431) e 1013 della Biblioteca Augusta di Perugia- che hanno fatto da guida al progetto-, fa parte delle offerte dall’ensemble che spalancano le finestre sulla realtà del vivere quotidiano del primo Cinquecento. La variegata carrellata sonora propone popolari canti carnascialeschi, frottole e strambotti a quattro voci; mottetti sacri e ricercati rondeau e ballate. Non mancano citazioni di suggestioni spagnole, pur negli imperanti modi musicali di matrice franco-fiammingo del momento, così come non dovettero mancare nella realtà del Pintoricchio.
La presenza musicale nel dipinto serve, inoltre, per tradurre visivamente l’omaggio nei confronti dei committenti inserendo nei contesti rappresentativi i brani che rispecchiano con maggiore fedeltà gli ideali di chi ha richiesto tale servigio. Gli strumenti, ma anche la prassi esecutiva, possono essere connotativi delle differenti classi sociali ed è qui che la mediazione dell’ensemble sottolinea a chi tali prodotti potessero essere rivolti: musica sacra, da camera, da ballo o di pura glorificazione personale come nel caso del Regis Mater/ Hic est sacerdos Alexander, (Biblioteca Apostolica Vaticana, ms 35) inno che, pur nella veste di un canto mariano, altro non è che un’esaltazione della figura di papa Alessandro VI.
Come nelle proprie corde, l’ensemble, fondato nel 1999 dalle colonne Daniele Bernardini e Giordano Ceccotti e con all’attivo eccellenti progetti e discografia, propone un ascolto interpretativo basato sullo studio della situazione storico- politico-religiosa dei luoghi dove sono stati redatti i vari codici e della forma d’esecuzione della musica tradizionale attraverso la comparazione tra iconografia ed etnomusicologia. L’ensemble, convinto che le culture popolari siano fortemente conservative delle tradizioni musicali, investe, infatti, le proprie energie nello studio e nella ricerca sul campo di tutti quegli strumenti ancora utilizzati nell’area mediterranea con l’intento di far rivivere “il suono antico” negli svariati repertori.
Le ricche sonorità proposte derivano dalla particolare versatilità dei componenti che permette l’utilizzo di numerosi strumenti, sapientemente realizzati dagli stessi musicisti e tratti dalle miniature, tavole e affreschi di cui si fanno interpreti, offrendo all’ascoltare una varietà timbrica talvolta inusuale, ma per la sua peculiarità ritenuta più fedele a quella effettivamente presente nel Medioevo e Rinascimento. La proficua collaborazione dell’ensemble con musicisti di alto livello introdotti, nello specifico, dalla voce narrante di Sergio Tedesco, attore, doppiatore e cantante di indiscussa fama, aggiunge valore e specificità alla proposta.

Per acquistare il prodotto è possibile contattare l’Associazione “Arte & Musica nelle Terre del Perugino”
info@artemusicaperugino.it
o
M°Daniele Bernardini
dan.bernardini@gmail.com
Cell. 347/6398549

Cantigas de Santa Maria martedì, dic 22 2009 

MEDIEVALIA e COMUNE DI ROMA presentano il concerto “Cantigas de Santa Maria, Azioni – Passioni – Immagini. Canti di amore e devozione nella Spagna Medievale”.
Silvia Scozzi voce, Antonio Addamiano flauti dritti, voce, Luigi Polsini oud, saz, ribeca, corno, Gianfranco Russo viella, symphonia, Andrea Piccioni tamburelli, riqq, def, darbouka.
Martedì 29 dicembre 2009 ore 19, 30 – Chiesa di Sant’Alfonso, Via Merulana, 32 – Roma
Ingresso libero.

Canti devozionali per il Natale venerdì, dic 18 2009 

Domenica 20 dicembre 2009, alle ore 20, ad Airola (BN), presso la Chiesa di San Pasquale si terrà la rassegna concertistica “Musicometa”, giunta alla X edizione organizzata dall’Associazione Culturale/Accademia Musicale ‘ANASP/ACLI progetto Musica’ di Airola e dall’Associazione Culturale ‘Ave Gratia Plena’ di Limatola.
I brani, tutti di canti devozionali legati al Natale, sono scelti nella produzione medievale italiana e straniera dal sec. XII al XV secolo, con l’intento di proporre un panorama degli stili e delle forme tipiche, dal gregoriano normanno meridionale alla polifonia rinascimentale. La suggestione delle musiche è aumentata dai costumi e dagli strumenti antichi e dalla declamazione delle traduzione dei testi dei brani. L’ingresso è libero.
Programma completo, scheda del monumento sono sul sito: www.assoagp.altervista.org.

Aquila Altera in concerto a Como venerdì, dic 11 2009 

L’Ensemble di musica antica Aquila Altera è stato invitato dal Comitato Lombardia Europa Festival a tenere due concerti per la prestigiosa rassegna concertistica: Autunno musicale di Como giunta quest’anno alla sua quarantatreesima edizione.

Il gruppo aquilano eseguirà un programma dal titolo “Cur Deus homo?”- S. Anselmo e l’uomo medievale - sulla figura di S.Anselmo di Aosta Vescovo e filosofo altomedievale di cui quest’anno ricorre il nono centenario della morte.

Aquila Altera si esibirà a Como lunedì 14 dicembre 2009 nella Chiesa di S. Eusebio alle ore 21,00 e martedì 15 dicembre 2009 sempre alle 21,00 presso il Convento Francescano del Sacro Cuore di Cermenate (CO) e l’organico sarà formato da Maria Antonietta Cignitti canto arpa, Giampiero Cicino canto, Antonio Pro liuto, chitarrino,voce, Luciana Mattioli flauti dritti, flauto doppio, cornamusa, voce, Marco Giacintucci vielle, cornamusa, voce, Massimiliano Dragoni campane, percussioni, voce.

“Resonet intonet” Canti gregoriani per il tempo di Natale giovedì, dic 10 2009 

Il Programma che verrà eseguito dalla Schola Gregoriana di Venezia diretta da Lanfranco Menga, propone una interessante scelta di brani tratti dal repertorio liturgico-musicale dell’Avvento e del Tempo di Natale tratto da fonti di area veneta, quindi caratterizzato dalla presenza di composizioni, in particolare Tropi e Sequenze, tipiche di un’area geografica che vedeva in Venezia, Padova e Aquileia alcuni tra i centri più attivi nella produzione e nella conservazione delle tradizioni musicali locali.

La liturgia della Basilica di San Marco a Venezia presenta vari motivi di interesse, sia per le vicende storiche che portarono la sede del Patriarcato da Aquileia a Venezia, sia per alcuni aspetti propri del repertorio musicale: un documento particolarmente significativo è in tal senso il Graduale di San Marco, risalente alla prima metà del XIII secolo ed attualmente conservato alla Staatsbibliothek di Berlino; in esso colpisce la ricca presenza di Tropi, cioè di aggiunte testuali e musicali ai brani preesistenti, in un’epoca in cui questo genere poetico-musicale, sviluppatosi a partire dall’età carolingia, si avviava lentamente a scomparire dalla Liturgia; inoltre questi Tropi presentano spesso delle caratteristiche di tipicità, essendo strettamente legati alle tradizioni locali, oppure indicano una influenza esterna, come nel caso del “confractorium” che introduce l’Agnus Dei, tipico del repertorio ambrosiano-milanese.

Analogo discorso si può fare per il repertorio della cattedrale di Padova, ricco di spunti drammaturgici come nella farcitura all’Epistola dell’Epifania Resonet intonet, o di originali elementi locali, come i Responsori prolissi del Mattutino per le Domeniche di Avvento.

Un caso a parte rappresenta Aquileia che con la sua gloriosa tradizione liturgico-musicale, gelosamente custodita nei secoli, ci ha trasmesso alcuni esempi che testimoniano la bellezza e la ricchezza di un repertorio particolarmente originale e caratteristico, come il Responsorio “cum prosa” O Maria clausa porta.

Dai raffronti con repertori coevi si possono notare analogie e contatti tra queste tradizioni di area veneta e altri ceppi liturgici, come il sangallese, il bolognese, il milanese, a testimonianza di una loro costante vitalità sviluppatasi per tutto il Medioevo; inoltre il carattere tendenzialmente conservatore di questi repertori locali permette di collegare alcuni importanti tasselli per la ricostruzione del complesso mosaico della monodia medievale.

In programma a Bassano del Grappa (VI), Chiesa di S. Francesco, mercoledì 23 dicembre 2009 con inizio alle ore 20,30.

Concerto di Musica Antica con l’Ensemble Orientis Partibus sabato, dic 5 2009 

Durante il Trecento si assiste in Europa ad un vero e proprio stravolgimento artistico-culturale e socio-politico: la nascita delle Signorie e lo sviluppo del pensiero umanista fanno sì che tutti i settori dell’arte e della cultura muovano verso una sempre maggiore laicizzazione. L’uomo con le sue passioni e i sentimenti diviene la principale fonte di ispirazione per gli artisti. In questo periodo la musica raggiunge la dignità di arte autonoma, in un processo di emancipazione che vede da un lato lo svilupparsi delle forme contrappuntistiche polifoniche anche in ambiente profano e dall’altro il riscatto in forme colte di temi e forme “volgari” come il madrigale e la ballata. Questo fenomeno prende il nome di Ars Nova dall’omonimo trattato di Philippe de Vitry. In questo clima di generale rinnovamento le corti italiane di Roma, Padova, Venezia, Mantova, Ferrara ma soprattutto di Firenze divengono i principali centri europei di produzione musicale e di diffusione di questa nuova sensibilità, luoghi in cui circolano i maggiori esponenti dell’Ars Nova europea attivando un fondamentale processo di scambio che prepara le basi per la nascita della musica rinascimentale e lo sviluppo dell’arte fiamminga che è la sua massima espressione.

E’ in questo clima che anche la danza riesce a raggiungere una dimensione cortese e per la prima volta il suo repertorio sia di musiche che di passi viene codificato ad opera di abilissimi danzatori professionisti.

I brani proposti dall’Ensemble Orientis Partibus in questo concerto vogliono offrire all’ascoltatore una panoramica delle forme e degli stili del ‘300. Sono Madrigali, Ballate e Danze capaci di evocare le atmosfere delle corti medioevali. Cantano l’amore platonico e la contemplazione l’ambiente incontaminato che faceva da sfondo all’uomo e ai sentimenti umani. La scelta interpretativa e la strumentazione dei singoli brani è stata determinata dall’attento studio delle fonti del tempo. Sono moltissime le immagini che illustrano la grande varietà di strumenti usati per accompagnare la voce ed allietare la vita cortese così come i testi che narrano di esecuzioni musicali in cui le angeliche voci di fanciulle e fanciulli erano alternate ai timbri più penetranti di flauti e vielle o a quelli più dolci dell’organo o dell’arpa. Gli strumenti utilizzati dall’ Ensemble sono fedeli ricostruzioni da fonti iconografiche di quelli utilizzati nel Medioevo.

Al Teatro Santa Cristina di Porano (TR), sabato 5 dicembre 2009 alle 21,15.

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