Cacce, ballate, madrigali e mottetti al tempo di Giovanni Boccaccio

Sabato 20 settembre 2014 alle ore 18,30 presso la Chiesa della Santissima Annunziata al Castello di Postignano (PG), si terrà il concerto dell’Ensemble laReverdieCacce, ballate, madrigali e mottetti al tempo di Giovanni Boccaccio“, nell’ambito della rassegna “Un castello all’orizzonte 2014″.
Questa la formazione:
Claudia Caffagni (voce, liuto)
Livia Caffagni (voce, flauto, flauto doppio, viella)
Elisabetta de Mircovich (voce, viella, ribeca)
Sara Mancuso (arpa, organetto portativo, clavicimbalum)

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Cantar di Pietre 2014

Superati gli ultimi rigurgiti di millenarismo, esorcizzata la paura collettiva di una probabile e vicina fine del mondo, in tutta Europa il XII è il secolo dell’amore. Dei maggiori fenomeni che ne caratterizzano la letteratura e il pensiero, l’amore è quasi il luogo geometrico, il punto di convergenza: nelle più diverse – e talvolta anche contrapposte – esperienze letterarie e filosofiche o teologiche che si sviluppano in questo periodo si incontra quasi fatalmente, declinato in senso religioso o in senso profano, il tema dell’amore.
Ai primordi del secolo compare la poesia trobadorica, con la sua filosofia del fin’amor, che pure convivrà con la lirica latina audace e sensuale dei goliardi, e già prima del 1050 nella storia di Tristano e Isotta prende forma il mito medievale dell’amore – passione; a fine secolo Andrea Cappellano intraprende con il suo trattato De amore una sintesi teorica che sarà il fondamento di tutta la letteratura erotica e amorosa successiva.
A simili istanze fa da contraltare in ambito monastico una vivace e vasta riflessione filosofica e teologica sull’amore, dell’uomo e di Dio: mentre il Cantico dei Cantici risulta essere commentato e glossato come non mai, personaggi di spicco della teologia d’avanguardia pubblicano numerosi trattati miranti ad inquadrare la natura dell’amore in una prospettiva cristiana. Se per Guglielmo di Saint Thierry l’amore è prima di tutto vis animae, un’energia dell’anima che per un moto naturale la porta verso il fine che le è proprio, non ci si stupisca di leggere, nella dottrina del severo S. Bernardo, che ciò che è animale viene prima di ciò che è spirituale, per cui l’amore carnale è un indiscutibile fatto inerente alla natura (“infatti, chi mai ha odiato la propria carne?”): si tratta del primo doveroso grado verso l’amore divino, che sublima il proprio oggetto fino a perderlo e a perdersi in esso, nei suaves amplexus, i soavi abbracci dell’amore, evocati da Ildegarga di Bingen. Per Bernardo amare Dio è amare l’amore in sé, per Guglielmo è amor amoris. E la conoscenza di Dio non può prescindere da un’abbandono amoroso che è quasi follia, “la follia di cui erano folli i santi martiri, che sorridevano in mezzo alle torture; perché non citare quello che diceva il poeta lascivo nella foga della sua dissolutezza: è bello impazzire”? Evidentemente il delirio erotico del mistico non teme di assimilarsi all’innamoramento più folle, o forse perfino all’accecamento erotico provocato dal filtro magico di cui cadono vittime Tristano e Isotta – e così ancora una volta si sovrappongono l’amore divino e quello umano, in un gioco di specchi opposti.
Ma se l’amore carnale è il primo grado della conoscenza divina, il sentimento disinteressato diventa apprezzabile a tutto tondo, e l’amicizia non deve temere di esprimersi con accenti di sincero ardore amoroso. Aelredo di Rievaulx non si vergogna di lasciar brutalmente irrompere, nel cuore della sua opera fondamentale, i propri sentimenti, e si scusa con il lettore perché il dolore gli impedisce di procedere a causa della recente morte del suo migliore amico, il confratello Simone: chi non si stupisce che Aelredo continui a vivere anche senza il suo amico è solo colui che “non sa quanto è stato dolce vivere insieme” – e in tale dolcezza della convivenza amicale possiamo individuare una luminosa concezione della vita monastica, concepita come una società cortese che riflette la corte celeste assai meglio delle corti feudali.
Fuori dalle mura dei monasteri, per un virtuoso cortocircuito l’enfasi posta sull’amore contribuisce ad una nuova e radicale valorizzazione della figura femminile.
Non più origine di ogni tentazione, la donna nella visione provenzale ispirando il fin’amor raffina l’amante facendone, da grezza materia, gemma preziosa. Ma nondimeno nella speculazione teologica “l’ideale di un amore umano che si fissa al suo oggetto senza preoccuparsi di sapere se ne riceverà castigo o ricompensa, perché così vuole l’essenza di un amore disinteressato,” è un valore che proviene dal mondo femminile, è quell’amore che Eloisa ha provato per Abelardo e che ella gli rimprovera di non aver mai capito: tanto che la dottrina abelardiana dell’amore divino si potrebbe riassumere nel precetto secondo cui “non bisogna amare Dio come Abelardo amava Eloisa, ma come Eloisa amava Abelardo” – e, si potrebbe aggiungere, come Maria amò Cristo. Ancora una volta la teologia e la poesia del XII secolo si incontrano nel segno dell’amore: la devozione mariana e la poesia erotica si nutriranno delle stesse ardenti immagini, della stessa accesa fantasia. E si tratta solo dell’inizio di un percorso che attraverserà tutta la cultura europea nel segno della dialettica, ora feconda ora conflittuale, tra amore umano e divino, tra profano e sacro.

La proposta dell’edizione 2014 della nostra Rassegna passa da questa strada …

Giovanni Conti
direttore artistico di Cantar di Pietre

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Vergine Bella, concerto de laReverdie

laReverdie
VERGINE BELLA
A figura feminina no medievo, entre a devoción e o misticismo
Obras de Dufay, Hildegard von Bingen, motetes e laudi dos séculos XIII, XIV e XV
Claudia Caffagni, voz e laúde
Livia Caffagni, voz, frauta, viella
Elisabetta de Mircovich, voz, viella, sinfonía, campás
Domingo 14 de setembro 2014, 20.00 h
Igrexa de Santa María, Baiona (Pontevedra)
Fundado nos anos oitenta por catro mulleres, as irmás Caffagni e de Mircovich, o grupo italiano laReverdie é xa un dos referentes na interpretación dos repertorios medievais vocais e instrumentais. Ao longo da súa traxectoria, o grupo vén desenvolvendo unha frutífera actividade discográfica e de éxitos sobre os escenarios de todo o mundo, así como un amplo labor de investigación e de recuperación da música da Idade Media. As súas actuacións destacan pola maneira viva, natural e fresca de comunicarse co público e por un refinado virtuosismo, tanto na execución vocal coma na instrumental.
O programa, que leva por título un verso de Petrarca ao que lle puxera música Guillaume Dufay, O Vergine Bella, vira arredor do universo do feminino e das diversas representacións da figura feminina que se plasman a través do sentimento relixioso medieval. As obras interpretadas no programa abordan a figura da Virxe María, como nai de Deus, fonte de inspiración e figura central do pensamento do medievo, así como a nova orientación que adopta a devoción mariana, a partir do segundo milenio, que adquire un ton cabaleiresco, por influencia do amor cortés. O programa non esquece a produción intelectual que florece ao longo de todo o medievo, de numerosas mulleres que desenvolven unha intensa actividade poética, musical, científica, política ou teolóxica, como Hildegard von Bingen ou Caterina da Vigri, mulleres que destacaron nun universo eminentemente masculino. Por último, o programa abordará tamén o culto ás santas que, a partir do século XIII, irá deixando como testemuño numerosos textos que narran, en ton de aventuras, as vidas destas mulleres.
www.lareverdie.com.

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“Sulla via di Compostela” concerto dell’Ensemble Galinverna

Martedì 12 agosto 2014 alle ore 21,00 nello splendido scenario della Chiesa di San Restituto a Sauze di Cesana (TO), nell’ambito della rassegna “Scenario Montagna” si terrà il concerto dell’Ensemble Galinverna “Sulla Via di Compostela”.
I Galinverna sono uno dei più attivi ed originali gruppi di musica medioevale, musicisti dediti alla ricerca sulla musica medioevale, su cui si basa ancora oggi la nostra esperienza musicale e culturale. Dietro ai loro spettacoli c’è un attento studio delle fonti antiche, una rielaborazione di brani di musica antica, una musica fatta da strumenti con una lunghissima storia, legata a usanze. Un “guardare all’antico cercandone spunti di riflessione per analizzare la contemporaneità”. I loro progetti musicali nascono dal confronto: tra antico e moderno, tra sacro e profano, tra popolare e colto, tra le tre grandi religioni e culture che vivono intorno al Mediterraneo.

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Flores Aquileaie

INVITO 6

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Il canto della Sibilla

sibillaIl canto della Sibilla
Venezia, chiesa San Francesco della Vigna
martedì 29 luglio 2014 ore 18:15
Il concerto Il canto della Sibilla. Musica dai monasteri femminili del Medioevo si terrà  nella chiesa di San Francesco della Vigna. L’Ensemble Oktoechos, diretto da Lanfranco Menga, proporrà musiche composte da Hildegard von Bingen e Harrad von Hohenburg.
Ingresso libero

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Canto Gregoriano a Venezia

immagine_cantori_medievali_con_gregorianoVenerdì 25 luglio 2014, ore 21.00
Concerto finale XXXV Corso di Canto Gregoriano AISCGre
Venezia, chiesa dei Gesuati
A conclusione della settimana di studio, gli allievi del corso di Canto Gregoriano di AISCGre, divisi in un gruppo maschile e un gruppo femminile, eseguiranno un concerto aperto al pubblico. La Schola femminile sarà diretta da Giovanni Conti, la Schola maschile da Franco Radicchia.
Le prove pubbliche per il concerto finale avranno luogo ogni pomeriggio dal 22 al 25 luglio dalle 15.30 alle 19.00 nelle chiese di Santo Stefano e dell’Istituto Cavanis.

aiscgreSabato 26 luglio 2013, ore 21.00
Maria Mater
La figura della Madre di Cristo nel repertorio gregoriano Concerto
Venezia, chiesa di San Stae
La Fondazione Levi e RÉMA (Réseau Européen de Musique Ancienne-European Early Music Network) organizzano un concerto dedicato alla figura della Madre di Cristo nel repertorio monodico occidentale. Nel Medioevo latino il culto mariano si è definito con grande intensità e ha portato a brani musicali destinati alla liturgia, in celebrazioni nelle quali prevale la memoria di episodi della sua vita di Maria di Nazareth, dall’immacolata concezione all’assunzione al cielo. I canti monodici, eseguiti dall’ensemble svizzero Alia Monodia, si alterneranno a brani per organo di G. Frescobaldi, G. Valeri, P. Ricci e B. Galuppi. All’organo Riccardo Zoia.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti
Info: www.fondazionelevi.it; t. +39 041 78677

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